È firmata “Le famiglie del quartiere Vanchiglia” e “Il Comitato Genitori dell’istituto comprensivo Gino Strada di Torino” la lettera inviata al prefetto di Torino. Gli amici di Askatasuna contestano le modalità dello sgombero del 18 dicembre.
«Le scriviamo - si legge nella missiva - per denunciare una gestione dell’ordine pubblico che riteniamo sproporzionata e gravemente lesiva dei diritti della cittadinanza, con particolare riferimento ai seguenti punti: negazione del diritto allo studio, disagio sociale e organizzativo, perdita di un luogo di socialità, richiesta di progettualità futura».
E ancora: «Le famiglie firmatarie intendono sottolineare che non rimarranno inerti di fronte a quella che consideriamo una violazione dei diritti costituzionali dei minori. Siamo pronti a procedere per vie legali per accertare le responsabilità di un’interruzione di pubblico servizio (quello scolastico) avvenuta in assenza di una reale emergenza che giustificasse tale privazione». In occasione dello sgombero, infatti, furono sospese le lezioni per una questione di ordine pubblico. Lo avrebbe compreso anche un bambino che con la scuola aperta, in caso di incidenti, le ripercussioni sarebbero potute essere poco simpatiche (diciamo così). Ma non c’è verso di fare capire tutto ciò agli adulti.
«L’improvvisa chiusura e il blocco totale di ben quattro arterie stradali hanno impedito a centinaia di minori di esercitare il proprio diritto-dovere all’istruzione. La sospensione delle lezioni non è avvenuta a fronte di un pericolo imminente e documentato, bensì come conseguenza di una scelta logistica che ha trasformato un quartiere residenziale in una “zona rossa” invalicabile». Innegabili i disagi per le famiglie, ma a volte ci sono questioni più serie da affrontare. Tipo sgomberare dei delinquenti abusivi da trent’anni. Intanto, a Vanchiglia, sono stati rimossi i blocchi stradali posizionati vicini al fu Askatasuna.