"Oggi non è un funerale, la risposta che arriva da questa assemblea dice tutto il contrario, ci volevano in prigione, chiusi, ci avranno nelle piazze. Sarà dura!": così, in un'aula del campus Einaudi di Torino, è iniziata l'assemblea nazionale organizzata dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna lo scorso 18 dicembre. All'inizio dei lavori, i militanti hanno anche presentato il manifesto per il corteo del 31 gennaio, realizzato dal fumettista Zerocalcare, sul quale si legge: "Askatasuna vuol dire libertà. Torino è partigiana. Contro il governo, guerra e attacco agli spazi sociali".
"Il 31 gennaio - hanno annunciato i militanti - vogliamo essere capillari e prenderci tutta la città, per questo ci saranno tre punti di partenza: Palazzo Nuovo, Porta Susa e Porta Nuova. Sarà un corteo che dovrà vederci protagonisti e uniti nel prima, nel durante e soprattutto nel dopo perché abbiamo una grande responsabilità, bisogna cambiare l'Italia e il mondo. Sappiamo che siamo dalla parte giusta della storia, sta a noi lottare e resistere".
Riferendosi al governo, poi, i rappresentanti del centro sociale hanno detto: "Pensiamo che ci sia un'intenzione chiara di colpire chi dissente, chi alza la testa e chi lo ha fatto in questi mesi". E ancora: "Quello che è successo a Torino ha sollevato una grande mobilitazione. Crediamo che questa assemblea possa essere un ponte tra le mobilitazioni per la Palestina, gli scioperi e ciò che può diventare un grande movimento di opposizione sociale al governo Meloni. Questo è un attacco generale che il governo Meloni sta portando avanti e di fronte a questo c'è bisogno di unire le forze".