Per mesi non ha risparmiato nessuno: giovani, meno giovani, anziani, addirittura bambini. È stato un bombardamento ideologico continuo. Stiamo parlando, ovviamente, della propaganda pro-Pal che ci è stata propinata dalla sinistra in tutte le salse. Ma una è risultata particolarmente indigesta, specie ai più piccoli: l'hummus. Tranquillizziamo tutti, qui nessuno è impazzito. È tutto vero: come vi avevamo raccontato a dicembre su Libero, in Toscana l'indottrinamento pro-Gaza era arrivato fino alle mense di scuole materne ed elementari.
Nei rossissimi comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa, Barberino di Mugello, e Capannori, in provincia di Firenze, e di Carmignano nel pratese, le amministrazioni si erano inventate l'iniziativa “Sapori per la pace”. Tre appuntamenti, distribuiti durante l'anno scolastico, in cui per pranzo i bambini si sarebbero trovati davanti menù esclusivamente etnici, ispirati a Paesi in cui è in corso una guerra. Vada sé dire che il primo appuntamento, lo scorso 10 dicembre, è stato dedicato alla Palestina (poi toccherà a Ucraina e Sudan). E, com'era ampiamente prevedibile, è stato un flop clamoroso.
Mujaddara (ovvero lenticchie, riso, uvetta e spezie), hummus di ceci e crudité di carote - questi i piatti scelti con l'ausilio della chef palestinese Fidaa Abuhamdiya - sono stati avanzati, e di conseguenza buttati, in grandissime quantità poiché distanti anni luce dai gusti di bambini così piccoli. E a dirlo sono i dati. Giovanni Sardi, consigliere di Fratelli d'Italia a Carmignano, è stato il primo a sollevare il caso dello spreco di cibo. Nel suo comune, ben 279 porzioni su 403 di riso e lenticchie sono finite nella pattumiera. Ma peggio è andata all'hummus: 300 porzioni sprecate, pari al 74,4% di quelle messe in tavola. Leggermente meglio è andata alle carote, ma comunque la maggior parte dei bimbi non ha gradito: il 59% ha rifiutato il contorno.
Ma quello di Carmignano non sembra essere un caso isolato: anche a Barberino di Mugello c'è stato un vero e proprio sollevamento popolare tra gli alunni contro il cibo palestinese. Stando ai dati forniti dal Comune, negli istituiti ci sarebbero punte di spreco dell'85,7% per il primo piatto e addirittura del 93,75 per il secondo. Insomma, quell'hummus tutto ceci e ideologia non è piaciuto proprio a nessuno. Il merito di questo successone va ricercato anche nella società che ha sponsorizzare il progetto. Si tratta di Qualità&Servizi, impresa pubblica che gestisce la refezione scolastica nei comuni che hanno aderito al pranzo etnico. E, alla sua guida, in qualità di amministratore unico, c'è una vecchia conoscenza della politica: Filippo Fossati, deputato del Pd prima e di Articolo 1 poi, fra il 2013 e il 2018.
«I dati riferiti allo spreco di cibo fornito da Qualità&Servizi sono inequivocabili: il “menù della pace”, dedicato ai cibi etnici palestinesi, è stato un fallimento. Una conferma di quanto già avevo percepito ricevendo le segnalazioni di molti genitori. Genitori che pagano la mensa e che hanno il diritto di ricevere per i loro figli un servizio adeguato», ha commentato il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Claudio Gemelli. Per questo, l'esponente di Fdi ha annunciato che i consiglieri comunali del suo partito a Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio e Signa presenteranno la medesima interrogazione del collega di Carmignano per visionare i dati relativi agli sprechi alimentari. Addirittura, stando ai racconti forniti da diversi genitori al consigliere, quel giorno molti bambini avrebbero provato a chiedere il pasto in bianco pur di mettere qualcosa sotto i denti. Ma, ovviamente, le razioni a disposizione non sono state sufficienti a soddisfare la richiesta.
«Non era difficile prevedere l'esito, visto che si tratta di bambini, con i loro gusti e le loro abitudini alimentari. Un fallimento che ammette la stessa società, annunciando che apporterà dei correttivi in vista dei pasti per la pace dedicata ai cibi ucraini e sudanesi», ha sottolineato Gemelli. «Nessuno mette in dubbio il valore della pace e del dialogo - ha chiosato il meloniano-, ma a chi non perde occasione per mettere l'ideologia anche in cucina domando: è etico gettare via centinaia di pietanze?». Dalla Flotilla all'hummus, noi continuiamo a tenere aggiornato l'elenco dei “successi” pro-Pal.