Un’emorragia cerebrale, un’infezione attiva e una insufficienza multiorgano rendono, allo stato attuale, impossibile un nuovo trapianto per Tommaso, il bimbo di due anni e mezzo che aveva ricevuto un cuore poi risultato danneggiato, “bruciato” durante il trasporto da Bolzano al Monaldi di Napoli. È questo il quadro clinico che emerge dalla consulenza redatta dagli specialisti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Nel documento, lungo tre pagine, i medici spiegano che “allo stato attuale non si ravvisano indicazioni” per procedere con un nuovo intervento. Anche qualora si rendesse disponibile un altro organo compatibile, si legge ancora, “il paziente presenta controindicazioni contingenti maggiori”, legate a un insieme di “condizioni sistemiche incompatibili con un trapianto simultaneo combinato e a fattori clinici prognostici altamente sfavorevoli per ritrapianto precoce”.
Tre, in particolare, gli elementi che pesano sul giudizio. La Tac ha evidenziato un’emorragia cerebrale in atto, definita “una controindicazione maggiore a un trapianto in urgenza”. A questo si aggiunge un’infezione da pseudomonas non controllata che “costituisce controindicazione assoluta a trapianto”, a causa dell’elevato rischio di mortalità post-operatoria “in regime di immunosoppressione intensiva”. Infine, i medici segnalano una “insufficienza multiorgano avanzata” che coinvolge polmoni, reni e fegato.
Intanto la madre, Patrizia Mercolino, non smette di sperare. “Spero sempre che quei medici si sbaglino e che si possa trovare presto un cuore nuovo per mio figlio. Chiedo aiuto a tutti, anche al Papa”, ha dichiarato, affidando alle sue parole l’ultimo appello.