Una lettera straziante, quella di Catherine Birmingham, che accende di nuovo i riflettori sul caso della cosiddetta "famiglia nel bosco". La mamma dei tre bambini da mesi in una casa-famiglia di Vasto, in Abruzzo, ha preso carta e penna e ha scritto direttamente a Maria Luisa Palladino e Marika Bolognese, tutrice e curatrice nominate dal tribunale de L'Aquila.
"Ho dovuto guardare la completa distruzione, il trauma e l'ansia costante crescere nei miei tre figli, ogni giorno per quasi tre mesi. E le stesse persone che avrebbero dovuto proteggerli dal male stanno attivamente supportando tutto questo", è la denuncia di Catherine nella lunga missiva, depositata nel fascicolo giudiziario.
Lo sfogo è contro gli assistenti sociali che da tre mesi si occupano dei bimbi nella struttura, dove è ammessa la madre mentre il padre Nathan Trevallion è rimasto fuori e può solo far visita al resto della famiglia.
"Le loro richieste d'aiuto - si legge nella lettera pubblicata in esclusiva dal quotidiano Il Centro - sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore. Invece sono stati dati in dono zucchero, istruzione e siringhe. Bugie sul fatto che non mi sarei impegnata ad avere un insegnante quando ce ne andremo e che sarei d'accordo con le bugie e le informazioni distorte e ingannevoli diffuse da questa struttura".
Nella lettera Catherine racconta della "angoscia dei figli", del loro stato d'ansia a causa della "separazione forzata" dai genitori e accusa gli assistenti sociali di "avergli mentito" e - addirittura - di aver "usato adolescenti per bullizzarli".
"I bambini - è l'appello della donna - devono essere immediatamente restituiti alla madre e al padre, dove possono iniziare a guarire da questo stato incredibilmente traumatico che tutti e tre vivono ogni giorno!". "Sono costretta a vederli rompere le cose, farsi male, farsi del male a vicenda, disegnare aggressivamente sui muri - spiega ancora la donna -. Qualsiasi capacità di comprensione psicologica vi darebbe la preoccupante consapevolezza del trauma, della depressione e dell'ansia costante che questi tre bambini hanno manifestato fin dal primo giorno".