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Omicidio Sharon Verzeni, ergastolo per Sangare: riconosciute le aggravanti

mercoledì 25 febbraio 2026

2' di lettura

Ergastolo per Moussa Sangare. Al 31enne che ha ucciso Sharon Verzeni sono state riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi oltre alla minorata difesa, essendo il delitto accaduto di notte e ai danni di una donna da sola. La decisione è arrivata dai giudici della Corte d'assise di Bergamo e alla sua pronuncia i familiari della 33enne si sono a lungo abbracciati tra le lacrime. Il papà Bruno Verzeni, la mamma Maria Teresa Previtali, i due fratelli Melody e Cristopher e il fidanzato Sergio Ruocco hanno partecipato a tutte le udienze. 

"Non si può mai essere soddisfatti di queste cose", sono state le prime parole di Bruno Verzeni mentre Ruocco ha dichiarato: "Il pensiero di lei c'è sempre. Abbiamo almeno avuto la soddisfazione di aver giustizia, altrimenti sarebbe stato ancora peggio". Tiziana Baccicca, la nuova avvocata di Moussa Sangare, aveva chiesto per il suo assistito l'assoluzione per non aver commesso il fatto. L'avvocata aveva voluto "ripercorre tutti quelli che sono stati gli atti d'indagine in modo obiettivo". "L'impressione è che oggi si stia dando una particolare importanza alla confessione del signor Sangare, trascurando una serie di elementi che a mio avviso danno per non responsabile il mio assistito - aveva detto - Gli inquirenti hanno fatto un lavoro certosino ed effettivamente dimostrano la presenza di Sangare ma lui stesso afferma di esser testimone di quell'omicidio e la sua confessione viene da un testimone disturbato". 

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Sharon è stata uccisa a coltellate la notte tra il 29 e il 30 luglio del 2024 a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo. Quella sera la 33enne era uscita per una passeggiata. A mezzanotte e 50 Verzeni è stata però colpita con una coltellata al petto e tre alla schiena, senza motivo, "per noia" come disse il pm. A mezzanotte e 52 minuti è stata lei stessa a chiamare il 118. Alcuni passanti sono stati richiamati dalle grida di dolore della donna, che è riuscita a rialzarsi e fare qualche passo per poi ricadere. È morta poco dopo essere stata portata all’ospedale di Bergamo da un’ambulanza.

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