Volano stracci tra femministe. Accade in occasione della manifestazione a Roma per l'8 marzo quando, prima della partenza del corteo, un gruppo di donne e uomini iraniani ha mostrato un cartello con scritto "Sì alla guerra per il salvataggio del popolo iraniano". Mentre alcuni di loro rilasciavano interviste alla stampa, sono stati interrotti da alcune attiviste femministe: "Avete sbagliato manifestazione. Noi siamo per la pace, no alla guerra". Sono seguiti alcuni minuti di accesa discussione, in cui le manifestanti iraniane hanno detto: "Non potete decidere voi cosa è meglio per il nostro Paese". Poi la situazione è tornata alla normalità.
Nel frattempo sono diversi i cortei organizzati per la Festa della Donna. Tra questi quello ad Ancona dove i manifestanti tengono a precisare che "non è una festa, ma un giorno di lotta e di sciopero". E ancora: "Non abbiamo nulla da festeggiare. - sostengono le sigle transfemministe che hanno convocato il corteo, Amare Sibille, Non una di meno Marche, Soy yo e Nate intere - Protestiamo contro una falsa idea istituzionale che in noi vede solo 'passione e sacrificio'. Diciamo no ai concorsi di 'gentilezza' e all'ingerenza dei movimenti pro-vita nelle questioni istituzionali".
Il corteo, accompagnato dal suono del tamburo, ha preso il via dal Passetto, davanti al monumento ai Caduti, per percorrere il viale della Vittoria e terminare la Manifestazione in corso Garibaldi. Tanti i cartelli esposti dalle manifestanti, dalla scritta "Il posto di una donna è nella rivoluzione", al messaggio "Io non sono affare tuo".