Il pugno che ha fatto cadere a terra Giacomo Bongiorni in piazza Palma a Massa, provocandone la morte sotto gli occhi della compagna Sara e del figlio di 12 anni, sarebbe stato sferrato da un talento emergente della boxe.
Sono questi i dettagli che stanno emergendo dall'inchiesta sulla terrificante rissa in strada, una aggressione di gruppo da parte di giovani e giovanissimi contro il padre di famiglia che aveva avuto il torto di rimproverare i ragazzi per aver tirato delle bottiglie di vetro contro la vetrina di un locale, sabato sera.
Il 17enne fermato per l'omicidio è un campione di boxe. Lo studente, interrogato dai magistrati della Procura di Genova e ora recluso in una comunità, ha spiegato di aver ricevuto una "testata sul naso da Bongiorni", circostanza non confermata dai parenti della vittima e ora al vaglio dei carabinieri che stanno visionando i filmati delle telecamere di sicurezza in piazza per ricostruire la rissa.
In carcere per ora sono finiti i maggiorenni del branco, Ionut Alexandru Miron di 23 anni ed Eduardo Alin Carutasu di 19 anni. Il 17enne, anche lui romeno di origine e italiano di seconda generazione, secondo quanto riferisce il Corriere della Sera "ha all’attivo numerosi incontri e parecchie vittorie. Si era qualificato alla semifinale di boxe dei campionati giovanili italiani. Nel 2023 aveva vinto un importante torneo «dopo un importante match equilibrato e tattico»" e fino al 2023 ha militato nella Pugilistica Massese. Dopo aver fatto cadere Bongiorni a terra, i tre si sono accaniti sul corpo dell'uomo, massacrato.
"Ci sono piombati addosso in dieci, non l'ho salvato", ha ricostruito in lacrime il cognato di Bongiorni, il primo a riprendere i ragazzini per le loro intemperanze. Affranti anche i genitori degli aggressori, che al Corriere della Sera si sono sfogati: "Siamo distrutti, non gli abbiamo insegnato a essere violenti".