"È un momento molto difficile, come si può immaginare. Dal punto di vista fisico ho una frattura sotto il ginocchio, però a pesare è soprattutto il dolore che provo per la morte del mio amico": lo ha detto in un'intervista a Repubblica Gabriele Tognocchi, cognato di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso da una baby gang davanti a suo figlio di 11 anni nel centro di Massa. Tra l'altro Gabriele è un super testimone di quanto accaduto perché era lì con Giacomo al momento dell'aggressione. "Eravamo in centro a Massa con lui, mia sorella Sara, la sua compagna, e i nostri figli. Mi sono reso conto che stava discutendo con questi ragazzini, che diventavano sempre più aggressivi. Così mi sono avvicinato. Volevo difenderlo", ha raccontato al quotidiano.
Alla fine è stato aggredito pure lui: "Mi sono trovato addosso più persone. Mentre mi difendevo ho visto Giacomo in ginocchio, che veniva colpito. L’hanno buttato a terra, lo hanno picchiato e gli hanno rotto l’osso del collo". A suo dire, dunque, sarebbe falsa la ricostruzione secondo cui la vittima avrebbe battuto la testa a terra dopo un colpo: "È falso e gli esami lo chiariranno. Lo hanno ammazzato di botte loro. Gli sono saltati addosso, lo hanno fatto finire per terra, lo hanno preso a calci e pugni. Il tutto sotto gli occhi di suo figlio. Si rende conto? Il bimbo ha visto morire il suo babbo in quel modo".
L'aggressione sarebbe avvenuta velocemente. "È stato tutto rapidissimo - ha spiegato Gabriele Tognocchi - hanno colpito al massimo in una ventina di secondi. All’inizio c’era una grande confusione, tra discussioni, urla. Era un casino. Loro erano tanti e ci sono venuti tutti addosso. Giacomo ha avuto la peggio". Gli aggressori, invece, si sarebbero dati alla fuga solo dopo che la compagna di Giacomo si è messa a urlare. Il cognato, comunque, spera nei video delle telecamere di sorveglianza della zona, che "permetteranno di capire quanto l’aggressione sia stata violenta". Rispondendo a qualcuno dei parenti dei giovani aggressori, che ha parlato di una testata che Giacomo avrebbe dato a uno dei ragazzi, lui ha detto: "Non l’ho vista, anche se, come ho detto, mi sono reso conto di che c’erano problemi quando la discussione tra loro era già iniziata. Tanto che, appunto, sono andato in aiuto di Giacomo e sono stato picchiato anch’io".