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Pietracatella, "sotto torchio per 4 ore": nel mirino dei pm Laura De Vita

venerdì 17 aprile 2026

2' di lettura

Il giallo di Pietracatella, l'avvelenamento mortale con ricina di madre e figlia, cerca una soluzione. Incessante il lavoro degli inquirenti. Ed in questo contesto si apprende che ieri, giovedì 16 aprile, è stata nuovamente ascoltata in questura Laura De Vita, cugina di Gianni De Vita, il padre delle donne che hanno perso la vita.

La donna è convocata negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso per un lungo interrogatorio, durato oltre quattro ore. Si tratta del secondo confronto con gli investigatori nel giro di pochi giorni, segno della rilevanza delle informazioni in suo possesso. La donna, insegnante di sostegno quarantenne, è una presenza costante nella vita della famiglia colpita dalla tragedia.

Residente a Pietracatella, abita proprio di fronte alla casa dei De Vita, posta sotto sequestro dopo i decessi avvenuti tra il 27 e il 28 dicembre. Dopo i fatti, ha accolto nella propria abitazione Gianni De Vita e la figlia maggiore Alice, rimasti senza possibilità di rientrare nella loro casa.

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Sentita come persona informata sui fatti, Laura De Vita è tenuta a fornire agli inquirenti ogni elemento utile, senza omissioni. Gli investigatori stanno verificando la coerenza delle sue dichiarazioni, anche alla luce delle deposizioni già raccolte nei giorni scorsi da Gianni e dalla figlia.

Il punto cruciale dell’inchiesta resta la sera del 23 dicembre. Secondo quanto ricostruito, a tavola erano presenti solo Gianni, Antonella e la più piccola Sara, mentre Alice era fuori casa. Sotto esame il cibo consumato: cozze avanzate da un pranzo aziendale del giorno precedente, insaccati e insalata giardiniera.

L’avvocato della famiglia ha riferito che anche Gianni avrebbe accusato un malessere il 26 dicembre. Tuttavia, il nodo centrale rimane capire "chi abbia mangiato cosa", elemento ritenuto decisivo per chiarire la dinamica dell’avvelenamento.

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