Meno tre al 25 aprile. E ormai è chiaro quale sarà il copione (tra l’altro non molto diverso da quello degli scorsi anni). La sinistra, galvanizzata dalla vittoria al referendum, sta infatti organizzando una grande giornata di mobilitazione contro il governo. Dove quello che è successo ottantuno anni fa sarà soltanto la scusa per attaccare il centrodestra...
A dare la linea, ieri, è stata la segretaria del Pd, Elly Schlein. Il 25 aprile, ha detto in un’intervista alla Stampa, «sarò a Sant’Anna di Stazzema, mi hanno chiesto di svolgere l’orazione ufficiale e ne sono molto onorata. Ci sarò con maggiore responsabilità, dopo che il ministero della Cultura ha tagliato i fondi per i luoghi della memoria. Questo è il rispetto che questa destra ha della memoria di un Paese e della sua Costituzione antifascista». Ecco qui. Il senso è piuttosto chiaro. La Schlein sarà a Sant’Anna di Stazzema per mandare un segnale contro l’esecutivo. Da qui, poi, tutto il Pd ha iniziato a sparare contro i «tagli» decisi dal governo. Peccato che questi tagli, nella realtà, non ci saranno.
Tutto nasce quando a marzo il governo ha approvato un decreto-legge per abbassare il prezzo dei carburanti tramite la riduzione delle accise, misura finanziata con una diminuzione dei fondi destinati ai ministeri, per un totale di 527,4 milioni di euro. Per quanto riguarda la riduzione degli stanziamenti per il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, il ministero ha precisato che era già in via di sterilizzazione attraverso un decreto compensativo. E la stessa cosa vale per gli altri istituti di primario rilievo storico. «Qualsiasi intervento da parte del governo volto a calmierare gli effetti della crisi energetica dovuta all’instabilità geopolitica del Medio Oriente», ha spiegato il ministro Alessandro Giuli, «non inciderà sulle attività ordinarie e straordinarie che costituiscono l’essenza della missione del MiC».
La spiegazione, comunque, non placherà le polemiche. E anche l’Anpi ha già fatto capire con quale spirito i nuovi partigiani scenderanno in piazza. «Oggi», si legge nel volantino ufficiale diffuso in vista del 25 aprile, assistiamo a un «barbaro ritorno della guerra, dei nazionalismi e dei fascismi». E non solo: «La pace e la giustizia sociale sono messe in discussione, ogni forma di diritto internazionale viene calpestata rivendicando il primato assoluto della forza».
Però, spiegano, «ci sono già gli anticorpi contro tutto ciò: le grandi manifestazioni per la pace, la rivolta morale di decine di milioni di cittadini nel mondo davanti al genocidio di Gaza, lo stesso voto referendario a difesa dello stato di diritto. Una nuova generazione torna ad essere protagonista. Se c’è un nuovo fascismo, c’è anche una nuova Resistenza. E dopo la Resistenza, c’è sempre una Liberazione». Insomma, è evidente che la lotta ai fascisti del secolo scorso interessa poco. Quello che conta è la lotta ai presunti fascisti di oggi, quelli che non vanno in piazza per Gaza e che magari hanno addirittura votato “sì” al referendum sulla giustizia. È contro di loro, questa fantomatica “nuova Resistenza”. E poi si offendono se qualcuno parla di 25 aprile divisivo...