Ci sarebbe da ridere – «Scioperiamo per la Flotilla!» – se il farsesco grido di battaglia non fosse stato lanciato pure dai Carc, i Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo i cui leader, su iniziativa della procura di Napoli, sono recentemente finiti sotto indagine per “associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale, o eversione dell’ordine democratico”. Sul proprio sito la falange di estrema sinistra, la medesima ospitata alla Camera il 19 marzo in occasione di un convegno organizzato dalla deputata M5S Stefania Ascari, ha scritto che dev’essere «soprattutto uno sciopero costruito in barba a leggi e regole anti-sciopero». Le premesse sono chiare. Il 3 ottobre 2025 il bilancio dello sciopero “per la Flotilla”, solo tra Milano e Roma, è stato di 60 feriti tra poliziotti e carabinieri. A Milano i manifestanti, appartenenti a centri sociali e movimenti antagonisti, hanno anche spaccato i cancelli e la vetrata d’ingresso della stazione. I passeggeri, terrorizzati, sono dovuti restare dentro a lungo per non essere colpiti da bombe carta e pietre.
Dunque c’è poco da scherzare, ma come si fa a non sbellicarsi – almeno per ora – di fronte agli stessi Carc che nel delirante comunicato cercano disperatamente una data per la mobilitazione? «Il mese di maggio, appena cominciato, ha già un calendario pieno di appuntamenti: lo sciopero dei lavoratori dei porti indetto da Usb e quello delle scuole promosso da Usb, Cub, Cobas, Sgb e Si Cobas per il 7; la manifestazione nazionale del 16 maggio a Milano indetta da sindacati di base e dalle organizzazioni palestinesi in occasione della commemorazione della Nakba del 1948; lo sciopero generale indetto da diversi sindacati di base per il 29 maggio. A queste si aggiunge l’intenzione di lanciare lo sciopero generale per la Flotilla dichiarata da Usb e dalla Cgil». Il cui segretario Maurizio Landini è dubbio che scioperi contro se stesso per avere sottoscritto 22 contratti collettivi sotto i 9 euro l’ora (5 ai vigilantes), soglia del salario minimo invocato dalla sinistra. L’unico Landini dannoso per i lavoratori sarà di nuovo tra i capi della chiassata anti-governo, israeliano ma soprattutto della Meloni, “delle destre”.
I responsabili italiani della Flotilla hanno già condito l’insalata nizzarda: «La mobilitazione generale» viene annunciata «di fronte all’estendersi dei conflitti globali, all’aumento del costo della vita, al peggioramento delle condizioni salariali (ripetiamo che Landini non attaccherà Maurizio né viceversa, ndr), alla repressione crescente del diritto di sciopero», e ancora lo sciopero sarà «contro il riarmo e la repressione, dentro e fuori i luoghi di lavoro». La nota della delegazione della Global Sumud Flotilla prosegue: «Uno sciopero generale unitario, perla Palestina, per la liberazione di Saif e Thiago (leader della Flotilla, ndr) e di tutti i prigionieri politici palestinesi, assecondando la richiesta di mobilitazione internazionale. La chiamata allo sciopero nasce in un momento di estrema gravità: dopo l’intercettazione, il rapimento e il trasferimento nel carcere di Ashkelon per Thiago Ávila e Saif Abukeshek il tribunale israeliano ha prolungato di altri 6 giorni il fermo: i due attivisti», continua la nota, «si trovano intanto ancora in sciopero della fame, maltrattati e trattenuti senza la formalizzazione di accuse di reato, ma sulla base di sospetti volti a criminalizzare l’attività umanitaria e pacifica della missione, screditata anche dal governo italiano».
Invero ci hanno pensato i balli del ventre delle flottanti, le capriole circensi dopo l’alt di Israele, la distesa di preservativi sulle navi, le sospette bustine di droga e tutto il resto – comprese le grafiche e gli appelli ciclostilati già pronti prima dell’intervento di militari – dicevamo che gli attivisti si sono già screditati da soli. Il brasiliano Ávila (fermato anche recentemente a Panama di rientro dalla “Flotilla cubana”) e il palestinese Abukeshek sono sospettati di avere stretti legami coi terroristi di Hamas. Ávila è stato pure al funerale di Nasrallah, ex capo dei terroristi di Hezbollah. L’anno scorso sulle barche umanitarie che non hanno consegnato un solo aiuto umanitario c’era anche il dem Arturo Scotto, il quale casualmente oggi presenta alla Camera il suo libro “Flotilla, in viaggio per Gaza, diario di bordo per una nuova rotta”. Attesi Schlein e l’ex ministro-ossimoro Speranza. Durante la prima crociera, allora estiva, la Perla di Labuan era Benedetta Scuderi detta Benny, euro-portento della Bonelli&Fratoianni che ieri ha dichiarato: «Quello di Israele contro la Flotilla è un atto di pirateria!». Scuderi, Scotto, l’altrettanto dem Annalisa Corrado (pure lei ieri tonante) e il contiano Marco Croatti l’anno scorso una volta fermati da Israele sono stati tra i più lesti a imbarcarsi su un aereo per rientrare prima di tanti altri attivisti. Hanno sfruttato il lavoro del governo italiano e dell’ambasciata israeliana. Oggi chiedono che Meloni faccia qualcosa. L’ha già fatto.