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Marco Poggi e il video hot, si è tradito da solo? Cosa filtra dalla Procura

domenica 10 maggio 2026

3' di lettura

Appare sempre più evidente come nel mirino della Procura di Pavia ci sia anche Marco Poggi, il tutto nel nuovo filone d'inchiesta sull'omicidio di sua sorella, Chiara Poggi, in cui l'unico indagato è Andrea Sempio. Nel dettaglio, gli inquirenti sospettano che Marco Poggi nasconda qualcosa sul video intimo di Chiara e Alberto Stasi , video che potrebbe avere avuto un ruolo centrale nell'omicidio.

Sentito dai carabinieri il 6 maggio scorso, alla vigilia della chiusura delle indagini su Sempio, Marco Poggi ha ribadito la propria convinzione: "Per me Andrea Sempio non c’entra niente, ve lo dico, ve lo confermo". Una posizione rimasta invariata nel tempo, nonostante le nuove evidenze investigative. Per gli inquirenti, però, a destare attenzione sono soprattutto le differenze emerse tra le varie dichiarazioni rese dal fratello della vittima nel corso degli anni.

Già nel 2024 e poi ancora nel 2025, Marco Poggi era stato convocato dai militari nell’ambito della riapertura dell’inchiesta. Secondo quanto riportato nelle informative, il suo atteggiamento sarebbe cambiato progressivamente, sia nella descrizione dei rapporti personali sia nei chiarimenti relativi alla presenza di Sempio nella villetta di via Pascoli. I carabinieri annotano infatti che Marco avrebbe mostrato "un atteggiamento assolutamente differente da quello avuto nel corso degli anni, e addirittura poche settimane prima", evidenziando inoltre una conoscenza approfondita degli atti e delle dinamiche giudiziarie utilizzata, a loro dire, anche per contestare il lavoro investigativo.

Al centro dei sospetti c’è soprattutto il tema del presunto video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi. Gli investigatori ritengono che quelle immagini possano essere finite su una chiavetta Usb e che possano aver avuto un peso nel movente dell’assassino. Proprio su questo punto, la posizione di Marco Poggi viene considerata poco lineare. Secondo i carabinieri, infatti, il fratello di Chiara avrebbe sempre vissuto con forte disagio l’esistenza di quel materiale. Lui ha però negato di aver mai visto direttamente le immagini, spiegando di avere soltanto "intuito" l’esistenza di contenuti intimi tra la sorella e Stasi attraverso alcune conversazioni. Una versione che, secondo gli investigatori, contrasterebbe con quanto dichiarato in passato e con altri elementi raccolti.

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Anche le cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, ascoltate lo stesso giorno, hanno sostenuto che tra i ragazzi dell’epoca fosse noto che esistessero quelle sequenze. I militari, inoltre, richiamano vecchi verbali del 2007 dai quali emergerebbe che persino gli investigatori dell’epoca e i genitori di Chiara ritenessero che Marco avesse visto il video. Nelle annotazioni investigative viene citata anche la madre della vittima, che durante un’audizione del figlio avrebbe riferito che Marco era "nervoso perché avrebbe dovuto affrontare quell’argomento".

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Nel 2007 il giovane aveva raccontato di essersi imbattuto in una conversazione lasciata aperta sul computer, nella quale sarebbe avvenuto uno scambio di file tra Alberto Stasi e Chiara Poggi. Oggi, invece, ridimensiona quella ricostruzione, sostenendo che si trattasse soltanto di deduzioni personali. "Io ho ipotizzato che era una chat in cui tra loro due in cui parlando tra di loro, si poteva intuire che non so stessero parlando di una foto intima tra di loro, un video intimo tra di loro, qualcosa del genere", ha spiegato ai carabinieri.

Quando gli investigatori gli hanno contestato le differenze rispetto alle dichiarazioni del passato, Marco Poggi ha negato di avere mai detto di aver visto direttamente quei file: "No, assolutamente no. Assolutamente no". E ancora: "L’unica cosa in cui mi ero imbattuto, ma mi sembra che l’avessi anche già detta, era che aveva lasciato una chat di Msn aperta, in cui c’era uno scambio tra lei e Alberto e, insomma, lo scambio lasciava trasparire che avessero fatto qualche foto intima".

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