Chi ha visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi? Gli investigatori continuano a chiederselo nonostante al momento per chi indaga ci sarebbe una certezza: Andrea Sempio, attuale indagato, l'ha visto. E Marco Poggi invece? Il fratello della vittima e amico di Sempio ha sempre negato di aver visionato insieme a quest'ultimo il filmato ma le discrasie nelle sue versioni sollevano qualche dubbio. Nell'interrogatorio del 20 maggio 2025, infatti, Marco Poggi ha parlato non di video ma di "foto intime tra lei e Alberto". E ha subito aggiunto, davanti alla domanda se avesse mai visionato il contenuto delle cartelle private della sorella: "Non ho mai visto nessuna cosa privata, non credo neanche di essere andato alla ricerca". Al netto delle foto del viaggio dei fidanzati a Londra e di qualche "cosa di gatti". Marco Poggi ha poi spiegato di non essersi reso conto lì per lì che si trattasse di file intimi, ma di aver fatto il collegamento solo tempo dopo quando stralci di quella chat sono stati pubblicati sui media. Frasi che, scrivono i carabinieri nell'informativa, appaiono "poco credibili alla luce delle evidenti discrasie" con la testimonianza del 2007.
Due mesi dopo l'omicidio di Chiara, sua madre Rita Preda è al telefono con il marito Giuseppe: "Spero che finisca presto, in fretta, perché è un po' nervoso tuo figlio". E ancora: "Mah, era un po' agitato, non lo so... forse non vuole...". Secondo gli inquirenti, dietro a questi tre puntini la madre di Chiara Poggi avrebbe fatto riferimento al video intimo tra sua figlia e l'allora fidanzato.
Già pochi giorni prima, il capitano dei carabinieri Gennaro Cassese aveva parlato con Marco Poggi e nel dialogo era emersa la presenza del video. Pur ammettendo di essere a conoscenza della sua esistenza, Marco aveva negato di averne visto anche un solo frame. Per approfondire ulteriormente la questione, dopo che la notizia era filtrata anche agli organi di stampa ed era stata anticipata da Studio Aperto, il capitano dei carabinieri aveva ritenuto necessario risentire il fratello della vittima. Una richiesta che aveva destato preoccupazione e agitazione in lui e nei genitori. Queste circostanze, secondo i pm di Pavia, certificherebbero due cose. Da una parte, che "gli inquirenti dell'epoca fossero pienamente consapevoli che Marco Poggi avesse visionato il video in questione". Dall'altra, "che il dubbio fosse anche dei genitori".