"Sarà la magistratura di Milano a certificare o meno la violazione di doveri professionali e/o deontologici da parte di chi ha preso parte, a vario titolo, a questa martellante campagna denigratoria". Lo spiega l'avvocato Antonio Marino, uno dei legali della famiglia Cappa, in relazione alle numerose querele depositate per le insinuazioni di giornalisti, blogger, youtuber e non solo, in particolare ai danni delle gemelle Paola e Stefania, mai indagate nel caso del delitto di Garlasco. Quest'ultima, tra l'altro, ha di recente depositato una nuova denuncia e nei confronti dell'avvocato Antonio De Rensis, uno dei legali di Alberto Stasi, dell'inviato del programma "Le Iene" Alessandro Di Giuseppe e dell'ex maresciallo dei carabinieri di Pavia Francesco Marchetto.
Uno dei reati ipotizzati dai legali è "istigazione a delinquere finalizzata alla istigazione alla diffamazione". Della nuova denuncia finita sul tavolo del pm di Milano Antonio Pansa, di cui si era parlato anche nelle scorse settimane, dà conto oggi 'il Giornale'. La denuncia, chiarisce l'avvocato Marino, "è stata presentata solamente dalla avvocatessa Stefania Cappa, nei confronti delle tre persone, avvalendosi delle risultanze di un'attività di investigazione svolta da una società investigativa appositamente ingaggiata già nell'autunno scorso. Riguarda reati procedibili a querela ed anche ipotesi di reato procedibili d'ufficio". Da quanto si è saputo, i legali di Stefania Cappa contesterebbero pure profili di frode e depistaggio nel procedimento. Alla nuova querela sarebbero state anche allegate trascrizioni di una registrazione di una conversazione tra Di Giuseppe e una giornalista. Il dato "incredibile", spiega l'avvocato Marino, "è che nonostante una manifesta estraneità dei membri della famiglia Cappa, rispetto ad ogni possibile profilo di coinvolgimento (parlo sia delle sorelle nonché della madre, nonché ancora di più del padre a più riprese qualificato come potente manovratore in grado di influenzare l'andamento e la direzione dell'indagini), sia stato alimentato con sistematica ricorrenza un quadro di sospetto assolutamente infondato, addirittura in contrasto con le già raccolte evidenze documentali e dichiarative".
Come emerso già ieri, l'avvocato Marino, che assiste la famiglia Cappa assieme ai legali Gabriele Casartelli e Valeria Mettica, spiega: "Abbiamo chiesto l'acquisizione integrale del fascicolo relativo alle nuove indagini sul delitto di Garlasco per valutare tutte le dichiarazioni rese dalle persone che a vario titolo sono state riascoltate dai carabinieri delegati dalla procura di Pavia nonché l'esito degli accertamenti". A partire dal febbraio 2025, "quando sono ricominciate le indagini sul delitto di Garlasco, abbiamo assistito ad una incredibile quantità di dichiarazioni, insinuazioni, suggestioni relative alla presenza sulla scena del crimine diretta o indiretta delle sorelle Cappa", cugine di Chiara Poggi. "Evidente - aggiunge - che vi sia un interesse della famiglia Cappa a verificare la correttezza dell'operato degli appartenenti agli organi di informazione". E ciò in relazione alle decine di querele già depositate nelle scorse settimane dai legali e su cui farà indagini sempre il pm Pansa, che coordina gli accertamenti pure sulle denunce per diffamazione e stalking della famiglia Poggi. Si tratta, in totale, di quasi un centinaio di procedimenti. La nuova denuncia di Stefania Cappa, invece, riguarda De Rensis, Marchetto e Di Giuseppe e indica ipotesi di diffamazione aggravata, associazione per delinquere finalizzata all'istigazione alla diffamazione e frode processuale-depistaggio. Al centro della denuncia ci sarebbe anche l'ormai noto episodio degli scavi nel fosso di Tromello, quando gli investigatori, nel maggio 2025, andarono a cercare, vicino a una casa della famiglia Cappa, l'arma del delitto, mai trovata, e sulla base di una testimonianza rivelatasi poi inconsistente. Una delle molte piste seguite e poi abbandonate nel caso che dura da 19 anni.