Appena tre giorni dopo le minacce apparse il 2 giugno a Firenze - in un sottopasso del Quartiere 2 si leggeva "Meloni I° della lista", "Meloni appesa" -, ecco che a Modena appaiono nuove scritte ignobili contro la Presidente del Consiglio. "Meloni morta, fasci e infami" si legge al Bonvi Parken, recentemente restaurato. A completare tale scempio una falce e un martello.
Nello stesso parco, qualche giorno fa, era comparsa una scritta contro lo stato di Israele. "Mamma mi ha insegnato le buone maniere: 1. Vestiti bene, 2. Sputa sullo stato di Israele", si leggeva. Sempre a Modena - città in cui evidentemente l'odio contro il governo e le istituzioni democratiche raggiunge vette uniche -, circa un anno fa, qualcuno aveva scritto "Meloni mazet" - ovvero "Meloni ammazzati" in dialetto - mentre la sede di Fratelli d'Italia di via Prampolini aveva subito diversi atti vandalici.
La scritta apparsa nella giornata di oggi, 5 giugno, ha suscitato l'indignazione di Fratelli d'Italia, che, attraverso il senatore e coordinatore di FdI in Emilia-Romagna, Michele Barcaiuolo, ha così commentato: Si tratta di scritte "gravi e ignobili". "Un gesto - ha proseguito - vile e intimidatorio che colpisce non solo una persona, ma le istituzioni democratiche nel loro complesso. E spero che tutte le forze politiche abbiano l’onestà intellettuale di condannare quanto accaduto. Il confronto politico non può mai degenerare in odio e minacce. Confido nel lavoro delle autorità, affinché venga fatta rapidamente piena luce e siano individuati i responsabili".
"In città si sta diffondendo un clima d’odio preoccupante nei confronti del presidente Meloni e di Fratelli d’Italia", osserva Luca Negrini, capogruppo di FdI al Comune di Modena. "Un clima pericoloso che la sinistra continua a ignorare deliberatamente. Non abbiamo mai sentito una condanna pubblica di questi episodi, forse – viene da pensare – perché recano il marchio di una frangia estremista con cui certa sinistra istituzionale continua a dialogare. E che in alcuni casi finisce persino per giustificare: è questo il fatto più grave", continua Negrini.
"Le piazze violente del Primo Maggio – conclude – evidenziano chiaramente quanto questi episodi debbano essere condannati e non sottovalutati. Invitiamo l’amministrazione a procedere celermente alla rimozione delle scritte. E auspichiamo un cambio di passo nella presa di distanze da questi soggetti antidemocratici e violenti, che nulla hanno a che fare con il sano dibattito politico, al netto delle divisioni".