Ha smesso o non ha smesso? È questo il dilemma di Repubblica che in mancanza di altri argomenti si sofferma sulle sigarette di Giorgia Meloni. Si, sa, la presidente del Consiglio è un'incallita tabagista. O forse lo era, perché qualche settimana fa Il Foglio aveva raccontato un retroscena per cui da maggio la premier non avrebbe toccato neppure una sigaretta. Al netto di tutto, la vera domanda è: e quindi? Ecco, che il Venerdì, supplemento settimanale del quotidiano di Mario Orfeo, dedica alla questione una paginata. Con tanto di consiglio.
"Per quanto si voglia ficcare il naso negli affari dei potenti, che dopo tutto sono uomini e donne come ciascuno di noi, non è dato sapere se Giorgia Meloni abbia davvero smesso di fumare. L’annuncio del proposito, tanto personale quanto presidenziale, si deve a Carmelo Caruso del Foglio, per cui l’ultima sigaretta accesa dal premier, di marca Vogue, risalirebbe all’inizio di maggio, ma in questi casi prima di dichiarare definitivamente vittoria sul tabacco, è lecito aspettare diversi mesi, se non qualche anno" si legge prima di arrivare al punto, alla frecciatina: "Meloni, si sa, è tosta, possiede un indubbio autocontrollo e ha anche costruito la sua immagine sulla resistenza personale. Quel che sorprende è proprio il momento in cui ha deciso di imboccare la via del no-smoking".
Il motivo? "Dopo la sconfitta referendaria, i disastri in politica estera, la crisi economica-energetica e il logoramento della maggioranza. Ma forse è proprio su questo impervio terreno che si misura la leadership: contro se stessi, a testa alta come dice lei, possibilmente senza incenerire amici e nemici…". Insomma, Meloni a detta di Repubblica dovrebbe continuare a fumare per dimenticare i flop. Ma quali? I sondaggi la danno sempre in testa, con - è l'ultima notizia - l'Ue che adotta le regole del modello Albania: rimpatri più rapidi e centri nei Paesi terzi.