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Rai, la follia dei sindacati a Saxa Rubra: "No a militari e poliziotti"

di Fabio Dragoni domenica 14 giugno 2026

3' di lettura

Perché la politica stanca? Perché anche un evento banalissimo come il Bimbo Day del 12 giugno, in cui i figli dei dipendenti Rai vengono accolti nelle sedi aziendali per scoprire il mondo del servizio pubblico., diventa momento di scontro. E se anche per una cosa banale, come bere un bicchier d’acqua, consumi le energie di una maratona è chiaro che non arrivi a fine giornata. A Saxa Rubra erano previste visite agli studi ed attività con i personaggi RaiKids (Masha e Orso, Bluey, Puffi). Ma anche laboratori creativi e momenti di intrattenimento.

Quest’anno, però, Mamma Rai ha arricchito il programma con Esercito, Polizia di Stato e Croce Rossa Italiana. Sono state organizzate dimostrazioni di protezione civile, unità cinofile e a cavallo, percorsi formativi su bullismo e cyberbullismo, manovre di disostruzione e primo soccorso. Tutto questo accanto alle consuete visite negli studi televisivi. Apriti sedano.

LE CRITICHE

La scelta ha immediatamente scatenato l’immancabile Usigrai: «A Saxa Rubra i cani robot, le cassette di munizioni, i percorsi di guerra e scene del crimine. Cosa c’entrano queste dimostrazioni con Bimbo Day? Abbiamo la massima considerazione per l’Esercito (si certo come no! n.d.r.) e le altre realtà che l’azienda ha coinvolto, ma riteniamo totalmente fuori luogo che la loro partecipazione sia legata a questa giornata dedicata ai figli dei dipendenti».

Poteva mancare Angelo Bonelli a parlare di «palestra di esercitazione alla guerra»? No, non poteva. «E' una scelta che riflette il clima politico e culturale imposto dal governo Meloni, che sta normalizzando la dimensione militare in ogni ambito della vita pubblica». I consiglieri di amministrazione di opposizione (tra cui Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale)? Ci sono pure loro, non temete. «Non vediamo ragioni perché questa giornata venga trasformata in un’occasione per assistere anche ad altre attività, rischiando così di allontanare l’iniziativa dalle finalità per le quali è nata. Chiediamo pertanto che la giornata resti saldamente ancorata alla sua funzione originaria e familiare». E che non la fai un’interrogazione in Commissione di Vigilanza?

Ci pensa il Movimento 5 Stelle. «La Rai deve spiegare perché abbia ritenuto opportuno trasformare una giornata dedicata alle famiglie in un’occasione di promozione delle Forze Armate». Poi arriva in batteria Peppe De Cristofaro (sempre di Avs). «$ inaccettabile che questo tipo di contenuti venga proposto a bambini che dovrebbero essere educati al rispetto, alla solidarietà e alla pace». Cioè per De Cristofaro far conoscere ai bambini qualcosa in più di ciò che fanno esercito, protezione civile, croce rossa, polizia e vigili del fuoco è inaccettabile. Mentre di converso a questa sinistra è sembrato non solo accettabile, ma addirittura meritorio, che il Comune di Budrio a guida Pd in provincia di Bologna patrocinasse il “Piccolo Pride”. Se nelle analisi del sangue ci sono marker specifici per specifiche patologie, nella comunicazione politica questo ruolo lo svolgono due parole: “coesione” ed “inclusione”. Nel nome delle quali si realizzano le peggiori nefandezze. Tipo il “Piccolo Mercatino artigianale e artistico delle Eccellenze Queer e Erotiche” o il “Laboratorio di Illustrazione Erotica” a cura di Nicole Serra, descritto come «un ponte verso una nuova consapevolezza nella ricerca del piacere».

STRATEGIE

Stiamo parlando di bambini. Cioè le unità cinofile sono uno scandalo mentre secondo l’amministrazione Pd di Budrio guidarli in “Mondi immaginati e scardinamento dell’eteronorma” sarebbe la normalità. Ovviamente anche parlare un linguaggio in cui non si capisce un cappero fa parte di una precisa strategia di mimetizzazione con la quale si vuol far passare per normale che i bambini possano credere di essere nati in un corpo sbagliato (mentre nessuno nasce in un corpo sbagliato) e che quindi possano cambiare sesso.

Una sinistra che confonde il disagio psicologico che possono avere bambini o adolescenti con patologie tipo disforia di genere. E ovviamente l’unico disagio psicologico che non avvertono è il loro.
Lo scandalo sarebbe la croce rossa in simulazione. Mica donne barbute con parrucche fucsia che dicono che sostanzialmente potresti avere un sesso diverso da quello assegnato da Madre Natura. Raga, che campagna elettorale che ci aspetta!

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