Dopo 10 anni e mezzo circa di reclusione, Alberto Stasi ha lasciato a fine mattina il carcere di Bollate, nel Milanese, per scontare la pena residua rispetto la pena a 16 anni in affidamento ai servizi sociali. L'ex fidanzato di Chiara Poggi, condannato in via definitiva e che da più di un anno beneficiava del regime di semilibertà, questo fine settimana si trovava già fuori dal penitenziario per una licenza e sarebbe dovuto rientrare domenica. L'arrivo della la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali ha fatto sì che Stasi rientrasse in anticipo dalla licenza, ma solo per ritirare dei pochi effetti personali dalla cella che divideva fino a poche ore fa con un altro detenuto, uscendo da un varco secondario dell'istituto penitenziario dove si era costituito nel 2015 subito dopo la condanna definitiva.
Per Stasi il parere positivo dei magistrati di sorveglianza è legato alla buona condotta, alle relazioni positive del carcere, all'aver accettato la condanna pur continuando a dirsi innocente, al risarcimento che paga alla famiglia della vittima, alla quasi totale assenza di interviste alla stampa, al fatto di avere un lavoro come contabile in una azienda di Milano e di avere un alloggio nel Milanese.
Una volta uscito dal carcere, Stasi ha potuto riabbracciare la mamma Elisabetta Ligabò. Lei, visibilmente commossa, ha rivelato di non aver organizzato nulla di speciale: nessuna festa, niente torte o bollicine. Al contrario, avrebbe preparato l'insalata di riso, qualche piatto e l'immancabile presenza del suo "angelo custode", l'avvocato Giada Bocellari. Stasi, se autorizzato, potrà andare anche in vacanza. Ma non all'estero. E potrà guidare la sua moto: la cosa che gli è più mancata in questi anni.