È polemica a Bologna nelle ore che precedono Francia-Marocco, in programma questa sera alle 22 per i quarti di finale dei Mondiali. Al centro delle critiche c'è il Comune, accusato di aver dato il via libera all'allestimento di maxi schermi per seguire la partita, nonostante i potenziali rischi per l'ordine pubblico. Ma le contestazioni si concentrano soprattutto su un evidente doppio standard: appena un anno fa ai tifosi del Bologna era stata negata la possibilità di installare un maxi schermo per assistere alla finale di Coppa Italia contro la Roma.
L'amministrazione respinge le accuse, precisando di non aver organizzato direttamente alcuna proiezione. A indicare alcuni luoghi dove seguire la partita sarebbe stato un assessore, segnalando piazza Lucio Dalla nell'ambito del festival DiMondi, il circolo Offside Pescarola e gli orti di via Salgari, dove l'iniziativa è promossa dal Comitato Popolare Pilastro.
Le opposizioni, però, attaccano duramente. Matteo Di Benedetto della Lega sostiene che "la Giunta è impegnata a organizzare i maxi schermi", mentre Mauro Sorbi di Fratelli d'Italia ironizza parlando di "compagni non solo di merenda, ma anche di cous cous". Sulla stessa linea Giovanni Favia, che sui social sottolinea come "il Comune non abbia concesso un maxi schermo per la storica finale del Bologna, ma proietti in piazza Lucio Dalla i quarti di finale del Marocco".
Pur negando qualsiasi responsabilità diretta nell'organizzazione dell'evento, il Comune finisce comunque al centro delle critiche perché, secondo gli oppositori, avrebbe sottovalutato le possibili conseguenze sul piano della sicurezza. Sia in Francia sia in Italia, infatti, le autorità hanno innalzato il livello di attenzione per il rischio di tensioni e scontri tra tifoserie in occasione della sfida.