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Lavitola accusato di strage, ma... ombre sui magistrati: la scelta inspiegabile

giovedì 16 luglio 2026

2' di lettura

E quindi nei confronti di Valter Lavitola non è ancora stata adottata alcuna misura cautelare. Come mai? Al momento non è dato saperlo, ma questi sono i fatti. Secondo il Foglio, si tratta di un unicum nella storia repubblicana per un'inchiesta su una strage aggravata dal metodo mafioso. Il quotidiano si chiede se, prima della vicenda Lavitola-Ranucci, era possibile immaginare che la persona indagata per essere il mandante di un attentato nei confronti di un personaggio di rilevanza nazionale fosse lasciata libera di parlare con la vittima durante la perquisizione. Ma anche che fosse lasciata libera di rilasciare interviste a destra e a manca per mandare messaggi trasversali ai presunti complici e alla vittima. La risposta, chiaramente, è no. Tutto ciò era impensabile. Eppure ora sta accadendo. 

Lavitola, durante la perquisizione, ha potuto telefonare a Ranucci e gli ha scritto dei messaggi. Successivamente, ha chiamato anche Clesio Tavares Gomes, l'uomo che secondo chi indaga ha fatto da ponte tra l'imprenditore pluricondannato e gli esecutori materiali e che da quando è esploso l'ordigno si trova in Camerun. Ha poi avuto la possibilità di parlare più e più volte con i giornalisti, arrivando persino a dire che "se questo stron*o dice anche di avere un minimo dubbio che possa essere stato io, vado lì e gli sputo in faccia", rivolgendosi al giornalista di Report. Insomma, Lavitola ha parlato con tutti, ma non con i magistrati.

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Piuttosto curioso, fa notare ancora il Foglio, è anche il fatto che i quattro accusati di essere gli esecutori materiali dell'attentato a Ranucci siano agli arresti, mentre il presunto mandante no

E dire che di motivazioni per adottare le misure cautelari ce ne sono eccome. Nel 2011, nell'ambito delle inchieste sulle escort ai tempi di Berlusconi, Lavitola si era reso latitante in America Latina. E il pericolo di fuga è proprio uno degli elementi che solitamente giustificano le misure cautelari. C'è poi il pericolo di inquinamento probatorio, ora denunciato dalla Procura. E infine c'è il rapporto con la vittima. In questo momento, qualsiasi dichiarazione di Lavitola può avere un impatto sulla vita privata e pubblica di Ranucci. Che, nonostante tutto, continua a difendere l'amico Valter.

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