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Valter Lavitola, "sempre la prima serata": messaggi in codice in tv? 

di Roberto Tortora giovedì 16 luglio 2026

2' di lettura

Valter Lavitola ne sa una più del diavolo? Il dubbio negli inquirenti sale forte, dopo alcune parole dette in televisione dal giornalista-imprenditore che potrebbero nascondere molto più di semplici dichiarazioni pubbliche. Chi indaga sta analizzando le numerose interviste rilasciate negli ultimi giorni proprio da Lavitola e da Gomes Clesio Tavares. I magistrati – si legge sul Corriere della Sera - hanno disposto l’acquisizione dei loro interventi per verificare se contengano messaggi rivolti all’esterno o addirittura possibili tentativi di condizionamento nei confronti degli investigatori che stanno indagando sull'attentato al conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Sarebbe Lavitola, secondo gli inquirenti, il mandante della bomba esplosa sotto l'auto di famiglia del giornalista.

Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la strategia comunicativa scelta dai due indagati. Entrambi hanno utilizzato la televisione, in particolare la prima serata di Raiuno, per replicare alle accuse dei pm antimafia Carlo Villani ed Edoardo De Santis.

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Lavitola, accusato di strage con metodo mafioso in relazione al proprio factotum, ha parlato del rapporto con Gomes: “Non so se sperare — ha detto il faccendiere — che rientri o che non rientri. Ma mi ha scritto un messaggio”. Parole che hanno acceso i riflettori sui contatti tra i due e sul contenuto di eventuali comunicazioni. Anche il legale di Lavitola, l’avvocato Sergio Cola, aveva manifestato irritazione per la continua esposizione mediatica del suo assistito: “Ho indirizzato una mail a Lavitola spiegando con garbo che se mi fossi imbattuto in un’altra intervista allora avrei rinunciato al mandato. Mica sono cose con cui scherzare. C’è un’inchiesta della Procura”.

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Poi è arrivato il turno di Gomes, che ha difeso il suo rapporto con il faccendiere: “Lavitola per me è come un padre, più di un amico”. Ma agli investigatori non è sfuggita una contraddizione: prima aveva annunciato il ritorno in Italia dal Camerun (“Tornerò il 5 agosto”), poi, intervistato dal Tg1, ha fatto marcia indietro confermando la sua irreperibilità.

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Nel frattempo resta alta la tensione anche attorno a Ranucci. Dopo le polemiche sulla cena con Lavitola e alcuni imprenditori, il giornalista parla di “sciacallaggio da parte di alcuni colleghi”. La vicenda si intreccia con nuovi esposti e denunce, mentre la Procura passa al setaccio cellulari e supporti informatici dell’ex direttore de L’Avanti!. La domanda resta una: quei messaggi erano solo parole o nascondevano altro? È evidente che, dietro la bomba di Torvaianica, è esploso anche un intero mondo sommerso.

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