«Chiederete all’azienda la sospensione di Ranucci?». La collega Sara Verta, presidente del sindacato Unirai, ci risponde così: «Semmai sarebbe auspicabile un suo passo indietro, o diversamente che la Rai prenda una decisione per tutelare Report. La trasmissione non è di Ranucci». E ancora: «Se i fatti saranno confermati, alcuni rapporti appaiono difficilmente compatibili coi princìpi di indipendenza e imparzialità che devono guidare il giornalismo d’inchiesta e ancora di più il servizio pubblico. Il codice etico della Rai richiede a tutti comportamenti coerenti, dal giornalista di punta all’ultimo dei dipendenti».
LE DIFFERENZE
Unirai è nato a fine 2023 e ha rotto il monopolio “rosso” dell’Usigrai, che quando l’azienda ha deciso di sospendere le repliche estive della trasmissione (visibili comunque su RaiPlay) ha immediatamente espresso solidarietà a Ranucci. Lo stop in tivù è dovuto all’inchiesta sull’attentato davanti alla villetta del giornalista, occorso lo scorso 16 ottobre. Al centro dell’indagine c’è la figura di Valter Lavitola, presunto mandante e sicuro amico di Ranucci. In carcere ci sono i tre presunti esecutori (la quarta è ai domiciliari), e in Camerun da dove per sua ammissione non torna c’è il factotum di Lavitola, Gomes Clesio Tavares.
C’è però un altro aspetto, che non ha valenza giudiziaria ma morale, per chi la morale anche in fatto di frequentazioni l’ha sempre fatta agli altri, ossia Sigfrido il Censore: dalla sua autobiografia “La Scelta”, pubblicata nel 2024, sono spuntate alcune donne con cui Ranucci, così c’è scritto, ha avuto relazioni intime, e questo non è reato, ma Ranucci – dopo che gli scritti sono riaffiorati soprattutto grazie alla piattaforma social Esperia – Sigfrido, dicevamo, ha detto che sono episodi romanzati, quindi ha ammesso di aver venduto falsità ai lettori. Il che, fosse vero, sarebbe un’ulteriore macchia sul curriculum del cronista senza macchia. Il quale ha scritto di una certa Karoline, la quale prima avrebbe lavorato per la tivù svizzera e poi come stagista a Report.
La signorina con la quale Sigfrido stando al suo scritto ha avuto rapporti intimi sarebbe poi morta investita. Un’altra donna, Emilia (una fonte del giornalista), avrebbe scoperto che Ranucci la tradiva con Karoline: vengono riportati gli insulti contro il conduttore, il lancio dell’iPad contro il muro e la fuga in strada di Emilia. Abbiamo già riferito dell’intreccio amoroso e non ci soffermiamo, anche perché la presidente di Unirai – rieccoci – è chiara: «Non voglio parlare di “scandali sexy”, non è una formula che voglio usare.
Unirai chiede rigore e trasparenza. Le vicende narrate, della stagista e della fonte», prosegue Verta, «sono inquietanti, bisogna fare chiarezza a tutela della Rai, del programma, delle persone che ci lavorano e hanno lavorato. La questione mi preoccupa e provoca forte disagio non solo come donna, ma per il rapporto di evidente squilibrio tra un vicedirettore e conduttore e una persona, una donna, una stagista».
TRIBUNALE TELEVISIVO
La presidente del sindacato vuole evidenziare un aspetto: «Noi abbiamo il garantismo nel Dna, è la prima volta che ci esponiamo. Però quanto sta emergendo, in attesa di capire se è tutto vero, magari sono fantasie autocelebrative, ci sta mettendo in imbarazzo: tutti abbiamo rapporti di lavoro con le fonti, ma chi fa dell’investitura morale il suo mestiere non deve essere permeabile, specialmente per uno come lui che fa l’investigatore, anzi di più, il suo ruolo televisivo è paragonabile a quello di un magistrato, per la riconoscibilità e l’autorevolezza conquistata da Report, attenzione, non da Ranucci in sé. Prima c’erano Milena Gabanelli e altri colleghi. Si è mai visto un giudice che va a cena con Lavitola?».
La terza donna è una certa Lavinia («fu subito colpo di fulmine»), la quale avrebbe lavorato nella Cisl alle dipendenze di una presunta fonte dei servizi di Report. Non sappiamo se sia stata «lambita» dall’inchiesta sull’attentato, come ha riportato La Verità. Per Unirai ce n’è già abbastanza per chiedere a Sigfrido il Censore di trarre le conseguenze.