Vengono sorpresi a fare sesso al parco, ma per loro cade l'accusa di atti osceni in luogo pubblico. La storia arriva da Biella. I due si trovavano su una panchina dei giardini Vittorio Emanuele II - lui con i pantaloni calati, lei senza - quando un agente della polizia, allertato da una mamma in compagnia del figlio, li ha colti sul fatto. In un primo momento, a portare al rinvio a giudizio della coppia con l'accusa di atti osceni in luogo pubblico era stata la possibile presenza di bambini, vista la vicinanza del parco alle scuole.
"Siamo entrati da via La Marmora, subito a destra c'era una recinzione e all'interno, una panchina", su cui "c'erano i due soggetti che stavano facendo l'atto", ha spiegato il poliziotto intervenuto sul posto dopo la segnalazione di una mamma. Entrambi sono stati denunciati. Ma se la donna ha scelto di patteggiare, l'uomo invece, un 44enne con precedenti, ha affrontato il processo. E alla fine è stato assolto "perché il fatto non sussiste".
Per il giudice, se "risulta accertato che l'atto sessuale è stato compiuto all'interno di un giardino pubblico", non sarebbe stata "raggiunta la prova" che l'area "fosse abitualmente frequentata da minori in ragione della presenza di istituti scolastici nelle vicinanze". Per una eventuale condanna sarebbe servito che gli atti osceni fossero avvenuti in luoghi in cui è accertato "il concreto pericolo che assistano soggetti minori".