Facile fare gli anti-sistema, i duri e puri delle occupazioni che non si piegano alla politica, gli oltranzisti dell’abusivismo militante, quando si intascano fior di quattrini dalle istituzioni. Spin Time, tanto per gradire, riceverà centomila euro (100.200, per l’esattezza) nientepopodimeno che dalla Commissione europea.
Eh già, a partire dallo scorso gennaio e fino al dicembre 2029, grazie al progetto “Housing-Wealth-Nexus” (“Il legame tra abitazioni e ricchezza: il nuovo paradigma delle disuguaglianze e le politiche per un cambiamento positivo”) messo nero su bianco il 25 luglio del 2025, ci sono sul piatto 1,8 milioni di euro complessivi per undici realtà selezionate (in gran parte università spagnole, polacche, portoghesi, tedesche, greche).
Tra queste, appunto, il palazzone al civico 55 di via Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Si tratta di “politiche per affrontare la crisi abitativa e le disuguaglianze” perché la Commissione, si legge nella descrizione del progetto, “ha individuato nell’aumento dei prezzi delle abitazioni una delle cause della crisi abitativa”. Non solo. Il numero di famiglie che non possiedono una casa, prosegue il documento, “è in crescita, aggravando le disuguaglianze, soprattutto tra le generazioni più giovani, che si trovano ad affrontare sempre maggiori difficoltà nell’acquistare una casa e salari stagnanti”. Dunque, l’obiettivo è quello di creare “una rete intersettoriale di organizzazioni in Europa, Sud America e Nord America, con l’obiettivo di produrre dati e conoscenze su approcci sostenibili e dal basso per affrontare la crisi abitativa e le disuguaglianze che ne derivano e che sono causate dai mercati immobiliari”. Quindi, in concreto? Il progetto analizzerà “le strategie degli operatori di mercato nell’accumulazione di ricchezza attraverso il settore immobiliare”, poi esaminerà “le conseguenze delle disuguaglianze patrimoniali da una prospettiva intersezionale” e infine svilupperà “alternative promosse dal basso e soluzioni politiche, integrando le competenze delle organizzazioni che operano nel campo dell’abitare a livello locale e comunitario”.
La Commissione europea parla la stessa lingua di Spin Time: le occupazioni abusive, per farla breve, sono il frutto della smania degli immobiliaristi predoni che pensano solo ad arricchirsi. La necessità di organizzarsi “dal basso”, come da sempre ripetono i centri sociali di tutta Italia, suona come un liberi tutti nell’abusivismo abitativo. E infatti, ecco che i soloni europei gettano la maschera: “La rete si avvarrà inoltre dell’esperienza dei collettivi di base, in particolare delle organizzazioni che operano nel settore abitativo. Queste realtà possiedono competenze preziose nell’ambito della partecipazione comunitaria e dell’impegno politico, rendendo il loro coinvolgimento una risorsa fondamentale per il progetto”. Competenze così preziose da sfociare nel penale, se è vero come è vero che l’invasione di edifici e l’occupazione abusiva sono reati previsti dai codici italiani. La stessa Commissione, tra l’altro, ha scoperto che “alcuni soggetti utilizzano la casa come bene patrimoniale per conservare e accrescere la propria ricchezza”.
Manco fosse illegale... Un’abitudine, per i soloni europei, che porterebbe a un aggravamento delle “disuguaglianze tra chi possiede un immobile e chi non ne possiede”. Mah. Resta da capire perché chi investe soldi propri (in questo caso la società Investire sgr) debba vedere calpestato il proprio diritto fondamentale: quello della proprietà privata. Ma sono dettagli.. Gli sponsor di Spin Time viaggiano a piani sempre più alti. Prima dell’Ue si era espresso l’Onu, col suo relatore speciale per il diritto all’abitare, tale Koldo Casla, per cui «le autorità italiane devono trovare una soluzione abitativa a lungo termine per la comunità».
Sempre con palanche pubbliche... Perché non usare il fondo cassa degli abusivi, bello ricco tra ristorante, bar e serate musicali esentasse?