Quando si dice l’incomunicabilità; per di più nella più grande azienda culturale e di comunicazione del Paese. Lui produce carte bollate per essere reintegrato nel posto dov’era, incurante delle cronache imbarazzanti che lo vedono protagonista da mesi. La Rai pone le basi per potersene liberare una volta per tutti. Siamo in uno degli snodi centrali del teleromanzo che vede protagonista l’eroe Ranucci Sigfrido, all’occorrenza innamorato, furioso, tradito o alla riscossa. Martedì mattina si è avuta la notizia che il giornalista ha presentato ricorso al Tribunale del Lavoro per riottenere la conduzione di Report. Martedì in serata si è saputo che la Rai gli ha recapitato una lettera di contestazione disciplinare. «Che tempismo irrequieto» ha commentato il legale di Sigfrido, aggiungendo un piccolo giallo alla trama del grande giallo. La missiva della tv pubblica non è infatti una risposta all’impugnazione dello spostamento, come potrebbe far pensare la frase dell’avvocato, perché è stata protocollata il lunedì, prima del deposito dell’atto in cancelleria. Peraltro in essa la faccenda della rimozione neppure è citata. E che cosa cambia? Francamente nulla, visto che i due procedimenti sono distinti e non destinati a in crociarsi, ma in questa storia ormai tutto fa brodo.
Certo che, più si scava, più l’affare Ranucci diventa la più interessante e scabrosa vicenda che Report abbia mai scoperchiato. Si scorre la lettera della Rai e si scoprono un sacco di cose. L’azienda non contesta al suo vicedirettore solo di aver consentito l’accesso del faccendiere condannato Valter Lavitola negli studi del programma, in via Teulada, ma di aver trasformato li stessi in una sorta di porto di mare. Laura Cianfoni per esempio, che nella vita privata rodomontesca di Sigfrido pare rivestire il ruolo di preferita, avrebbe avuto una sorta di free-pass, un libero accesso agli uffici Rai; forse in qualità di musa ispiratrice, visto che non appare tra i collaboratori del programma. Tante piccole macchie che riflettono l’immagine di una tela guasta, sfregiata però da qualche comportamento davvero poco professionale. Come l’inoltro, censurato dalla missiva della tv pubblica, al compare del Cefalù di una mail dal contenuto riservato mandata a Ranucci dal direttore degli Approfondimenti, Paolo Corsini, nella quale quest’ultimo gli chiedeva di apportare modifiche alla scaletta di una puntata. D’altronde, come non aspettarsi queste piccole infedeltà da un dipendente che descriveva il proprio luogo di lavoro come un ambiente «pieno di massoni e mafiosi»?.
Altro argomento non marginale nelle contestazioni Rai all’ex conduttore sono le parole offensive rivolte a Daniele Piervincenzi e Giulia Prestutti, i colleghi individuati per avvicendarlo, prima che la donna rinunciasse, a favore di Claudia Di Pasquale, veterana del programma. «Una scelta che mortifica la professionalità della squadra», l’ha definita Sigfrido, che si è accanito particolarmente sulla donna, tracciandone un profilo da traditrice e ingrata, in quanto l’ha accusata di aver tramato per sostituirlo malgrado lui l’abbia beneficiata professionalmente. Il piccolo dossier fa invece grazia al conduttore di Report delle lamentele messe per iscritto dalla redazione e inviate a Corsini all’inizio dell’estate, nelle quali il giornalista era giudicato dai suoi sottoposti come una sorta di dittatore dai modi discutibili. C’è poi la smentita della favola sulle quattro puntate di Report che l’azienda avrebbe censurato, in particolare quella su Banca Progetto. Furono tagliate nel giugno 2025, in occasione della pausa estiva, ma è stata una scelta di Sigfrido non recuperarle nell’ultima stagione, nella quale come al solito ha avuto carta bianca.
Da regolamento, il vicedirettore ha cinque giorni per replicare all’azienda, ma il prossimo capitolo del tormentone si scriverà già oggi, quando si radunerà il consiglio d’amministrazione della tv pubblica. All’ordine del giorno, oltre il caso Ranucci, la sostituzione del direttore generale, Roberto Sergio, che lascerà a fine settembre, in anticipo di qualche mese sull’età della pensione. È probabile che il suo incarico venga preso a interim dall’attuale amministratore delegato, Giampaolo Rossi.