Citiamo dal Fatto Quotidiano di ieri, pagina 9, si tratta dell’articolo intitolato “Il menu tricolore, Silvio come Madre Teresa: il ricordo di B. a villa Certosa”. In attacco del pezzo si legge: “Una messa nel grande giardino della villa. Poi il pranzo. Menu tricolore, come piaceva a lui. Pennette pesto, ragù e formaggi. E poi vitello tonnato”. Il riferimento è alla tavolata organizzata in Sardegna da famigliari e amici di Silvio Berlusconi giunti nell’isola tanto amata dal Cav per festeggiare quelli che sarebbero stati i suoi 90 anni.
Peccato, però, che sia tutto falso. Completamente falso. Il Fatto non ne ha azzeccata mezza, riuscendo nell’impresa difficile, bisogna ammetterlo - di sparare balle a raffica su Silvio persino a proposito del menu in suo ricordo. A tavola, martedì a Villa Certosa, non c’erano né pennette al pesto né ragù né formaggi. Né tantomeno il vitello tonnato. I commensali hanno mangiato infatti scampi d’antipasto, paccheri di Vittorio e tortiglioni ai frutti di mare come bis di primi e rombo come secondo.
Ergo: i segugi di Marco Travaglio, dopo una sfilza inenarrabile di bufale e cattiveria contro il Berlusca sia da vivo che da morto, si sono inventati di sana pianta persino i piatti serviti per celebrare il suo novantesimo compleanno postumo. Vette difficilmente raggiungibili, eppure il Fatto Quotidiano si è superato ancora una volta. Resta da capire il motivo dell’invenzione, sempre che ce ne sia stato uno. “Menu tricolore, come piaceva a lui”, riportava il pezzo, dando per scontato che i piatti fossero quelli “tradizionali”, senza paura di essere smentiti. E invece...
Del resto, il metodo è noto. Le balle fioccano da quelle parti... Lo si è appurato anche di recente col caso Minetti, accusata delle peggiori nefandezze senza lo straccio di una prova, e infatti le presunte ombre sulla grazia che le era stata concessa dal presidente della Repubblica sono state cancellate ufficialmente da magistrati, Ministero della Giustizia e Quirinale. Da lassù, ne siamo certi, il Cav si sarà fatto una risata leggendo l’ennesima “Fatto -balla”.