"Uno schiaffo ai poliziotti". Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, commenta così la decisione del gip del Tribunale di Milano di liberare Youssef Siher. "La scarcerazione di Siher, ideologo del Movimento 17 ottobre, è la palese dimostrazione di un pericoloso disallineamento tra l’operato delle forze dell’ordine e la risposta del sistema giudiziario. Da un lato ci sono i poliziotti che rischiano la vita per difendere le città da chi usa la violenza e i saccheggi come metodo di protesta; dall’altro c’è un meccanismo che vanifica questa tutela. Per usare una sintesi tanto evidente quanto drammatica: i poliziotti li arrestano e i giudici li liberano".
Attraverso una nota Pianese parla di un "un profondo rammarico e una forte amarezza per il sacrificio di centinaia di colleghi che nelle ultime settimane si sono interposti tra i violenti e la cittadinanza. La decisione della magistratura rappresenta uno schiaffo all’impegno di chi veste una divisa e vanifica l’azione di contrasto messa in campo con fatica sul territorio". Insomma, "occorre essere chiari: se non c’è continuità tra l’arresto e la sanzione si rendono del tutto inutili i nostri sforzi, l'efficacia dei decreti sicurezza e la dedizione quotidiana delle forze dell’ordine".
Una chiara risposta a Tiziana Landoni, la giudice che ha rimesso in libertà il 30enne fermato in quanto amministratore del profilo Instagram e delle chat Telegram del Movimento 17 ottobre, nati il giorno successivo, dopo gli scontri e i disordini di Milano. Per la gip le condotte del ricercatore "non potrebbero ritenersi tali da arrecare un grave danno allo Stato", "né risultano essere state compiute allo scopo di intimidire la popolazione", suscitando "un turbamento profondo e perdurante".