Usare la Fede per piazzare libri non va bene. È la sensazione, il sospetto, il dubbio che si ricava leggendo Luca Casarini che passa dai centri sociali alle parrocchie dispensando saggezza con la complicità di Repubblica. Ospitalità garantita, con tanto di forzature. Un delirio, soprattutto quando arriva il paragone - stimolato dal giornalista che lo interroga - di se stesso a Gesù. Ma come si fa...
Roba da saltare sulla sedia, quasi a chiedersi come possa essere possibile un ragionamento del genere. Ma è lo vedete Casarini in tonaca? In un’intervista pubblicata proprio ieri, Repubblica gli chiede magari a mani giunte per la conversione confessata: «C’è stato un momento San Paolo?», e lui: «Sono rimasto tre mesi in mare a salvare vite. È stato come una scossa elettrica. Il mare è vuoto, è silenzio, come il deserto». Ancora Repubblica: «Anche Gesù inizia con il deserto». Prepara la botta celeste. E lui, senza riflettere sull’esagerazione che gli usciva dalla bocca: «Ci ho pensato. Gesù inizia la sua predicazione pubblica a 30 anni, dopo 40 giorni nel deserto. È lì che si interroga sul senso di ciò che dovrebbe fare». A questo punto l’intervista avrebbe potuto concludersi con un “no, vabbè” del cronista. Macché. Neanche una critica. Guai a far coltivare il dubbio al lettore di trovarsi di fronte ad un romanzo costruito male. E così si celebra la favola di lui, Casarini, veneto di terra che va in mare tre mesi e ha improvvisamente l’illuminazione.
Gesù 40 giorni nel deserto, Casarini 90 giorni sul Mediterraneo con la sua Ong. Proprio la stessa roba, indubbiamente. Siamo all’aureola di ispirazione laica, ci pensa Repubblica a conferirgli santità. Senza porsi il problema del rispetto di chi legge e appena domenica scorsa ha sentito la predica del sacerdote. Don Luca Casarini si è fatto prete, si chiederà il malcapitato che ha acquistato il quotidiano... Magari una piccola riflessione ci poteva pure stare: Gesù nel deserto è stato tentato dal diavolo e ha detto no. Casarini in mare è stato finanziato dalle Ong e ha detto sì. Non esattamente la stessa vocazione. Chi ci volesse scherzare su magari racconterebbe che Gesù moltiplicava pani e pesci, mentre Casarini ha limitato i suoi sforzi agli sbarchi e alle carte di credito per pagare le navi. Gesù camminava sulle acque, Casarini ci naviga con equipaggi pagati 3mila euro al mese. Tutto questo non è affatto normale e anzi può risultare offensivo soprattutto per chi crede.
Nostro Signore a soli 33 anni morì in croce per salvare tutti. Casarini a 50 anni fa il tour dei festival per salvare sé stesso e farsi pubblicare il libro da Repubblica. Siamo davvero al festival del pessimo gusto. È poco credibile sentire Luca Casarini che fa lezioni persino ad una sinistra che - pontifica lui - ha sbagliato tutto su Dio perché ha ridotto l’uomo ai soli bisogni materiali (dimenticando fraternità e trascendenza). Don Luca si sente «un seguace di Gesù Cristo» e afferma che Papa Francesco «la mia conversione l’ha vista arrivare». Ma va detto che è un po’ tutto il taglio dell’intervista che evidenzia una specie di aspirazione messianica abbastanza fuori luogo. Siamo di fronte ad una sorta di auto-narrazione un po’ epica. Va anche detto che non è da ora che Casarini si spaccia come una specie di sacerdote del mare. È da anni che parla di un percorso spirituale legato soprattutto alle missioni della Mediterranea e al rapporto con Papa Francesco. L’unica domanda da porgli sarebbe “che ti è preso...”.