"Ho tanta paura", così la premier Meloni scherza con il Direttore di Vista Alexander Jakhnagiev prima della sua domanda, che verte sulla k-pop diplomacy facendo riferimento alla jam session di batteria tra la premier giapponese e il presidente della Corea del Sud. Meloni ha detto di essere "esperta di k-pop" grazie alla figlia Ginevra. Poi ha aggiunto: "Penso che noi dobbiamo sempre e solo essere noi stessi, portatori della nostra identità, capaci di essere aperti, capaci anche di tirare fuori un po' un lato se vogliamo umano, creativo che la nostra nazione da sempre è in grado di rappresentare. E penso che questo alla fine stia facendo la differenza nella nostra capacità di costruire relazioni che sono solide, certamente politiche e strategiche. Ma che sono spesso anche umane, e questo non fa male".
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Sarà Carla Urban, giornalista, la protagonista di "Soggetti smarriti": appuntamento con l'intervista di Alessandro Dell'Orto su Libero in edicola domenica 18 gennaio.
“Dobbiamo sostenere il popolo iraniano in questa rivolta senza imporre loro da chi devono essere governati. Lo sceglieranno loro, sono un grande popolo” sono le parole del leader di Azione Carlo Calenda che ha scelto di partecipare alla manifestazione della comunità iraniana a Roma a sostegno della rivolta contro il governo degli Ayatollah. Il corteo, promosso dal Partito Radicale, ha visto la partecipazione di Azione e dei giovani di Forza Italia. Pd, M5S e Avs hanno invece partecipato alla manifestazione di ieri. “La piazza di ieri in Campidoglio? Ho condiviso tutto, ma ho detto semplicemente facciamone una con il Partito Radicale sabato e poi una mattina Schlein ha detto: no andiamo a quest’altra. Non ho capito perché ma non me ne frega neanche molto. È talmente importante questo tema che non mi interessa questa corsa a distinguersi. E distinguetevi. Non penso che agli iraniani importi qualcosa”, risponde Calenda.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata all'aeroporto di Seul Air Base (RKSM), dove è stata accolta dal viceministro degli Esteri Kim Jina, dall'ambasciatore della Repubblica di Corea in Italia, Kim Choon-Goo, e dall'ambasciatrice d'Italia a Seul, Emilia Gatto. La Corea del Sud rappresenta l'ultima tappa del viaggio della premier nel continente asiatico. A Seul, Meloni incontrerà il presidente della Repubblica di Corea, Lee Jae-Myung, in occasione di un vertice bilaterale.
"Sul tema della Groenlandia ritengo che la questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati sia un tema serio, che però sta nell'ambito del dialogo all'interno dell'Alleanza Atlantica. Cioè la Groenlandia va considerato territorio di responsabilità della Nato. La questione che gli americani pongono è una questione seria, ovviamente, e credo che il ragionamento di rafforzare la nostra presenza sia un ragionamento sicuramente necessario da fare all'interno dell'Alleanza Atlantica, ma credo che quello però sia l'ambito nel quale discutere questa materia, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa presso l'Ambasciata d'Italia a Tokyo. "Penso - aggiunge - che non vada fatto l'errore di leggere quello che stanno facendo gli altri Paesi europei come una volontà divisiva. La Nato ha già scritto nei propri documenti che oggi l'Artico è strategico, quindi sta già rispondendo a una domanda politica di un problema che esiste. Quindi gli alleati stanno ragionando all'interno di questo contesto, e io ritengo che il dibattito vada fatto all'interno della Nato, anche per cercare di non muoversi in ordine sparso, cioè di dare un senso a quello che si sta facendo. Quindi ripeto, io non lo leggerei come divisivo nel rapporto con i nostri alleati americani, lo leggerei come una risposta rispetto a una preoccupazione che gli americani hanno e una capacità dei paesi dell'Unione Europea di assumersi le proprie responsabilità".