Un arsenale completo, comprendente armi da guerra, esplosivi e munizioni, è stato scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Bianco, in Calabria, nel corso di una vasta operazione di controllo del territorio condotta tra le zone impervie dell'Aspromonte e alcuni immobili abbandonati della Locride. Il sequestro è avvenuto nel territorio del Comune di Caraffa del Bianco, in provincia di Reggio Calabria, in un’area particolarmente isolata e difficilmente accessibile. Durante una perlustrazione accurata del territorio i militari hanno individuato un fusto in plastica occultato tra le pietre di un muro di contenimento, abilmente mimetizzato per sfuggire a eventuali controlli. All’interno del contenitore è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale: un fucile d’assalto tipo Kalashnikov, completo di caricatore e munizioni calibro 7.62 x 39, un fucile semiautomatico calibro 12 con matricola abrasa, una doppietta dello stesso calibro, tre bombe anticarro di tipo M-60 e altri tre razzi anticarro. Considerata l’estrema pericolosità del materiale esplodente rinvenuto, i Carabinieri hanno immediatamente richiesto l’intervento degli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale di Reggio Calabria. L’area è stata isolata e messa in sicurezza e successivamente gli ordigni sono stati fatti brillare sul posto. Nel prosieguo delle perlustrazioni i militari dell’Arma hanno esteso le ricerche anche a strutture rurali e fabbricati dismessi della zona. All’interno di un casolare abbandonato sono stati così rinvenuti ulteriori quattro fucili e una pistola Smith & Wesson, assieme a diverse munizioni di vario calibro, anch’esse poste sotto sequestro.
Allo Spazio IlluMi di Milano, Eli Lilly ha presentato le iniziative che accompagneranno i Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026, a partire dal claim ‘Oltre i limiti, sport e scienza insieme per superare ogni sfida’. Un messaggio che, come spiega il presidente e general manager Italy Hub Elias Khalil a LaPresse, nasce dall’idea che il progresso prenda forma quando il limite diventa una sfida.
È stata uccisa con 23 coltellate Federica Torzullo, la 41enne scomparsa l'8 gennaio ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, e ritrovata senza vita domenica scorsa. Quattro fendenti sono da difesa sulle mani e altri 19 tra collo e volto. Sono i risultati dell'autopsia sul corpo della donna, rinvenuto in una buca scavata in un canneto nei pressi dell'azienda del marito, Claudio Carlomagno, arrestato nei giorni scorsi per omicidio e al quale la procura di Civitavecchia contesta il reato di femminicidio. L’uomo, indagato anche per occultamento di cadavere, Avrebbe tentato di bruciare e smembrare il corpo per ostacolarne il riconoscimento e stava progettando la fuga. Domani comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida del fermo. Secondo gli inquirenti, il movente dell'omicidio sarebbe legato al fatto che Carlomagno non accettava la separazione e il fatto che la moglie avesse una nuova relazione.
L'Air Force One con a bordo il presidente Usa Donald Trump diretto a Davos, in Svizzera, circa un'ora dopo la partenza è tornato alla Joint Base Andrews a causa di "un piccolo problema elettrico". Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, spiegando che la decisione è stata presa dopo il decollo, per estrema cautela. Di ritorno l'aereo è atterrato in sicurezza. Un giornalista che era a bordo ha raccontato che le luci nella cabina stampa dell'aereo si sono spente brevemente dopo il decollo, ma non è stata fornita alcuna spiegazione immediata e circa mezz'ora dopo il decollo ai giornalisti è stato comunicato che l'aereo sarebbe tornato indietro. Trump salirà a bordo di un altro aereo e proseguirà il suo viaggio verso il World Economic Forum di Davos. I due aerei attualmente utilizzati come Air Force One volano da quasi 40 anni. Boeing sta lavorando alla loro sostituzione, ma il programma ha subito una serie di ritardi.
A smontare le balle di Alessandro Barbero sul referendum giustizia ci pensa Nicolò Zanon, già vicepresidente della Consulta e presidente del comitato per il "Sì".
Zanon lo fa con un video, pubblicato poche ore dopo un intervento di Barbaro che ha fatto molto discutere, eufemismo, a causa delle molteplici imprecisioni, o meglio bufale. Una ricostruzione a tratti fantasiosa per sostenere il "No" alla riforma del governo.
"Caro Barbero, caro collega, mi permetto di chiamarti così, hai proprio ragione, non avresti dovuto occuparti di una riforma della giustizia", premette Zanon nel video. "Preciso subito che quando parli di storia sei grandissimo e io sono uno dei tuoi tanti ascoltatori. Però qui hai scelto di parlare di diritto, di una riforma sulla giustizia e hai detto tante cose che sono profondamente inesatte sbagliate. E allora io mi permetterò in questo video di farle vedere una per una, affinché chi ti ha ascoltato, e sono tantissimi, possa farsi un giudizio su ciò che è corretto e su ciò che non lo è".
Dunque ecco il video, come detto "punto per punto": una clip con una bufala di Barbero e l'intervento di Zanon per smontarla. Già, lo storico non ha certo rimediato una grande figura...