Migliaia di persone sono scese in strada ad Atene per protestare contro la morte di migranti nel Mar Egeo, avvenuta due giorni prima al largo delle coste greche. La manifestazione segue una tragedia che ha colpito duramente l’opinione pubblica e riaperto il dibattito sulle politiche migratorie e la sicurezza in mare. L’incidente è avvenuto martedì notte vicino all’isola di Chios, situata a poca distanza dalla costa turca, quando una motovedetta della guardia costiera greca si è scontrata con un motoscafo carico di migranti. La collisione ha provocato la morte di almeno 15 persone e il ferimento di oltre due dozzine. Non è ancora chiaro quante persone fossero a bordo del mezzo, ha riferito la guardia costiera. Secondo le prime ricostruzioni, la maggior parte dei passeggeri era di nazionalità afghana, mentre una persona è stata identificata come cittadino marocchino. Le autorità hanno ordinato l’arresto del marocchino, che era tra i feriti, con l’accusa di traffico di migranti. Le operazioni di soccorso hanno permesso di recuperare i corpi di 11 uomini e tre donne poco dopo la collisione, mentre una donna ricoverata in ospedale è morta poche ore dopo. Attualmente risultano ancora ricoverate 24 persone, tra cui 11 bambini, oltre a uno dei due ufficiali della guardia costiera feriti durante i soccorsi.



