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Che fine fanno gli iraniani in mare: le immagini che affondano il regime

domenica 8 marzo 2026
1' di lettura

L'ampliamento del conflitto in Medio Oriente sta mettendo lo Sri Lanka in una posizione delicata mentre cerca di bilanciare gli obblighi umanitari, il diritto marittimo internazionale e la sua politica di non allineamento di lunga data. Venerdì ha trasferito a terra più di 200 marinai da una nave da guerra iraniana che aveva cercato assistenza mentre era ancorata fuori dalle acque del paese. Un portavoce della marina dello Sri Lanka ha detto che 204 marinai della IRIS Bushehr sono stati portati alla base navale di Welisara vicino alla capitale Colombo, dove sono stati sottoposti a procedure di controllo delle frontiere e test medici.

Altre 15 persone sono state lasciate a bordo della nave con personale navale dello Sri Lanka per assistenza perché avevano segnalato un guasto alla nave. Il presidente dello Sri Lanka ha dichiarato che le autorità avevano deciso di prendere il controllo della IRIS Bushehr dopo aver discusso con i funzionari iraniani e il capitano della nave, dopo che uno dei suoi motori si era guastato. Il portavoce della marina ha detto venerdì che la nave sarà portata nel porto di Trincomalee, nello Sri Lanka orientale, e rimarrà sotto la custodia dello Sri Lanka fino a nuovo avviso.

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Questo era anche un punto che abbiamo messo nella risoluzione con le altre forze d'opposizione - aggiunge -. Naturalmente un discorso diverso è la chiarezza che ci aspettiamo dal governo sul no all'utilizzo delle basi italiane per qualsiasi supporto alle azioni militari, che violano il diritto internazionale, di Trump e di Netanyahu. Su questo il ministro in aula ha detto 'non ce l'hanno e se ce lo chiedono torneremo in aula'. Ma non basta. Devono subito chiarire che escludono di autorizzare l'utilizzo delle basi in territorio italiano per supportare delle azioni militari che vanno contro l'articolo 11 della nostra Costituzione. Quello che dice che l'Italia ripudia la guerra. Sono azioni che non rispettano il diritto internazionale. Questo l'ha detto anche il ministro Crosetto in aula, mi farebbe piacere sapere se è la posizione sua o se è la posizione di Giorgia Meloni e del governo tutto".

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Elly Schlein, provoca sul carburante. Giancarlo Giorgetti: "C'è dal 2023"

Elly Schlein ci ricasca. Questa volta la leader del Partito democratico scivola sul carburante. Siccome i prezzi "stellari della benzina non aumentano solo gli extra profitti di chi la vende ma pure il gettito Iva che entra nelle casse dello Stato, noi proponiamo di usare quell'extra gettito Iva per restituirlo ai cittadini abbassando le accise di tutti e attivando le accise mobili. Si può fare, e sarebbe una risposta immediata in un momento di difficoltà". Una proposta, quella della dem, arrivata nel corso della tappa conclusiva del percorso di ascolto lanciato dal Pd "L'Italia che sentiamo", a Roma. 

E dopo di lei non sono mancati gli altri dem che hanno esortato Giorgia Meloni ad ascoltare Schlein. Tra questi Peppe Provenzano. "Invece di fare gli 'osservatori', dal governo agiscano. Tra gli effetti della guerra di Trump c'è l'impennata dei prezzi dei carburanti. Elly Schlein fa una proposta concreta: le accise mobili, usare gli extra introiti dello Stato per restituirli ai cittadini abbassando i prezzi. Capiamo l'imbarazzo di Giorgia Meloni per le sue incoerenze sui tagli delle accise, ma le facciamo una proposta. E per il bene degli italiani, per una volta ascolti". 

Peccato però che a riportare la sinistra alla realtà ci pensa Giancarlo Giorgetti. Il ministro dell'Economia e delle Fiinanze, entrando allo stadio Olimpico in occasione della partita del Sei Nazioni tra Italia e Inghilterra, ha replicato: "La proposta Schlein sui carburanti? È una norma che abbiamo introdotto noi già dal 2023, vedremo di adattarla. Se ci sono margini? Li troveremo". Insomma, l'ennesima figuraccia per Schlein e Pd.