James Griffiths è un arciere ipovedente originario dell'Australia che ha imparato a tirare affidandosi al tatto, all’udito e alla fiducia, piuttosto che alla sola vista. “Non mi arrendo. Do il meglio di me quando la gente dice che non sono in grado di fare qualcosa. Quando mi dicono che non posso fare questo o quello, mi impegno a dimostrare che si sbagliano”, spiega l'arciere 46enne che usa il suo bastone per trovare la posizione migliore possibile e poi utilizza un mirino tattile per aiutarsi a prendere a centrare il bersaglio. Dopo ogni tiro, Griffiths riceve un feedback sul punto in cui la freccia ha colpito, il che lo aiuta a creare una mappa mentale del bersaglio. Griffiths ha scoperto il tiro con l’arco solo di recente, dopo aver cercato nuove sfide in seguito alla diagnosi di diabete di tipo 2 a soli 19 anni, una diagnosi che ha cambiato il corso della sua vita. "Sono fortunato. A causa del diabete ho perso solo la vista e i reni, ma altre persone perdono le mani, i piedi, le gambe, la vita", dice Griffiths che ora punta a un obiettivo molto più grande: qualificarsi per i campionati mondiali di tiro con l’arco paralimpico.



