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Le regioni rosse innamorate del bollo

De Pascale l'aveva aumentato del 10%. Giani insiste: "Taglio incostituzionale". Decaro: "Tempismo sospetto..."
di Michele Zaccardisabato 19 settembre 2026
Le regioni rosse innamorate del bollo

4' di lettura

Sforzarsi di contestare il governo. Anche smentendo se stessi. Da due giorni, da quando, cioè, è stato abolito il bollo auto, Eugenio Giani e Michele de Pascale vanno dicendo che no, questa misura non s’ha da fare. Perché è solo «propaganda», una «mancia elettorale», «demagogia». Addirittura «incostituzionale».
Ma poi, soprattutto, iniqua.

E insomma: i due governatori rossi non riescono proprio a mandarla giù, quell’esenzione varata dal governo Meloni. E sarà pure una trovata per fare scena, uno spottone elettorale, come ripetono dall’opposizione, epperò tocca ricordare al ras della Toscana che, anche nella sua regione come in tutto il resto d’Italia, le auto elettriche non pagano il bollo. Le quali sono tendenzialmente molto costose. Ergo: si tratta di un’agevolazione di cui beneficiano i ricchi (o benestanti), gli unici che possono permettersele.

Certo, l’esenzione non l’ha introdotta Giani: esiste dal 1953 e vale in tutta Italia. Il governatore però ha bollato il provvedimento del governo come «incostituzionale». E parla di «decreto tarpa-sanità», puntando il dito sulle coperture, e cioè i risparmi del Pnrr. «Si sta dicendo» ha spiegato «che dall’Europa prendo qualcosa che doveva servire per gli investimenti, per dare copertura a una parte totalmente diversa, la parte corrente con cui si finanzia la sanità. È evidente e palese l’incostituzionalità».


SFORBICIATA

Che poi Giani lamenta soprattutto la sforbiciata di fondi, pari a 350 milioni di euro, che, a suo dire, subirà la Toscana. «Si parla di un rimborso alle regioni per 2 miliardi e 200 milioni. In un Paese con 20 regioni significa rimborsare al massimo 100 milioni» sottolinea il governatore, ricordando che l’indennizzo previsto dal governo si aggira intorno ai 100 milioni. «La cosa è scandalosa» chiosa. «Meloni ha agito con una superficialità estrema» attacca Giani, «si gioca una misura elettorale in cui taglia le tasse, ma lo fa, guarda caso, non con le imposte dello Stato, ma delle regioni. Non si era mai arrivato a tanto in 80 anni di Repubblica. Si ledono i cardini dell’affidabilità delle amministrazioni pubbliche».

E certo lui un po’ di strizza ce la deve avere, visto il buco della sanità toscana. Una voragine che quest’anno dovrebbe attestarsi in una forchetta compresa tra i 370 e i 400 milioni di euro. E allora, pur di nascondere la polvere sotto il tappeto, Giani pensa bene di addossare la responsabilità al governo.

Ma anche il suo collega di partito de Pascale si è mostrato piuttosto critico nei confronti dell’abolizione del bollo. «Gli italiani non si faranno comprare» ha dichiarato il governatore dell’Emilia-Romagna.

Il quale, poco più di un anno fa, era il 2025, decise di aumentarlo, il bollo. Un ritocchino del 10%, in vigore dal 1° gennaio scorso, i cui proventi, almeno nelle intenzioni della giunta regionale, dovrebbero andare a finanziare la sanità e la messa in sicurezza del territorio. Non solo.

Perché in Emilia-Romagna, nel 2016 venne introdotta un’esenzione totale per tre anni dall’immatricolazione per le auto ibride, e nel 2017 la durata venne estesa fino a cinque anni.

Poi, però, de Pascale nel 2025 ha eliminato le agevolazioni, lasciando in vigore soltanto quella per i veicoli elettrici: dispensa dal bollo per cinque anni; dopo, imposta ridotta al 25% (quindi scontata del 75%) di quella pagata da un’auto a benzina.

LA PROPOSTA

Contro de Pascale si è espresso Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in consiglio regionale. «Per due anni abbiamo proposto uno sconto per chi sceglie la domiciliazione bancaria: un piccolo premio per chi garantiva alla regione un pagamento certo e puntuale» ma «la regione ha detto di no». «Ora» ha aggiunto «ci aspettiamo che anche la regione segua il governo» e «accolga la nostra proposta»: «Uno sconto di almeno il 10% sul bollo per chi sceglie l’addebito bancario».

Ma anche in Puglia c’è un analogo regime di favore per i proprietari di auto ibride. Anche nella regione guidata da Antonio Decaro (che parla di «tempismo sospetto» della misura del governo) i veicoli elettrici godono di una tassazione ridotta al 25% a partire dal sesto anno dall’immatricolazione (nei primi cinque anni c’è l’esenzione totale). E poi dal 1° gennaio 2014, tutti i veicoli nuovi ibridi (benzina-elettrico o diesel-elettrico) immatricolati dal 2014 in poi godono di ben sei anni di esenzione totale. Dopodiché il bollo resta ridotto del 75% (si paga solo il 25%) per sempre. E questi sconti sulle ibride sono stati introdotti dalle giunte regionali.

A tirare le somme è stato il governatore di centrodestra del Piemonte, Alberto Cirio. «Questa roba del bollo è incredibile. Nella mia regione 1.616.000 piemontesi non pagheranno più il bollo l’anno prossimo» ha dichiarato, prima di lanciare una proposta: «Farò una cosa in Piemonte. Lo metto facoltativo per quelli di sinistra. Se gli piace tanto pagarlo, che se lo paghino questo bollo».