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Milano, i danni dopo le violenze: vetrine rotte e negozi chiusi

lunedì 19 ottobre 2026
1' di lettura

Vetrine rotte, negozi saccheggiati e chiusi e operai al lavoro nelle vie del centro di Milano all'indomani di un'altra giornata di violenze, dopo quella di sabato, da parte di giovani incappucciati. Il bilancio degli scontri di domenica a Milano è di 32 arrestati e di 14 operatori feriti delle forze di polizia. Delle 271 persone accompagnate in questura 60 sono stranieri e 220 minorenni, in 174 sono stati sottoposti a fermo preventivo.Nello specifico, tra i 32 arrestati, 23 sono minorenni e 13 sono stranieri. Sono stati inoltre denunciati all’autorità giudiziaria 28 persone, di cui 23 minori e 15 stranieri. Proseguono intanto le indagini della Digos della questura di Milano e dei carabinieri del Nucleo informativo del comando provinciale per identificare, anche sui canali social, gli altri responsabili degli scontri e delle devastazioni.

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"Non voglio starti vicino", "Non sono violento": lite Lula-Bolsonaro

Il presidente del Brasile uscente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore Flávio Bolsonaro, suo rivale si sono affrontati domenica per la prima volta in un dibattito televisivo, a pochi giorni dal ballottaggio del 25 ottobre. Un botta e risposta teso dove non sono mancate accuse pesanti. "Non voglio starti vicino", ha detto Lula in un momento del duello a cui ha risposto ironicamente Bolosonaro: "Tranquillo non sono violento". Il presidente ha spiegato che non voleva stare vicino a un membro delle milizie e il rivale ha replicato ancora una volta con ironia: "Non ho il portafoglio, non potrai derubarmi". Bolsonaro ha vinto il primo turno delle elezioni con il 47% ma secondo i sondaggi la lotta sarà serrata.

 

Kiev dopo la nuova ondata di attacchi russi

A Kiev una persona è rimasta uccisa e altre otto ferite a seguito di attacchi missilistici condotti dall'esercito russo nella notte. Lo riferisce su Facebook il servizio ucraino di emergenza statale, citato da Ukrinform. Le conseguenze dell'attacco russo si sono fatte sentire in almeno tre quartieri della città. In particolare, a Desnyanske, un edificio non residenziale è andato a fuoco e alcune auto e una stazione della metropolitana sono state danneggiate. Sul luogo del rogo è stato rinvenuto un cadavere. Un incendio è scoppiato in una struttura medica nel quartiere di Solomianskyi, danneggiando la facciata e le vetrate di un edificio a più piani. Un istituto scolastico ha riportato danni nel distretto di Dnipro. I soccorritori hanno già spento gli incendi causati dai raid russi.

Devastazione a Milano, escalation di violenza tra Cairoli e il Castello: sassi e bottiglie contro la polizia

Non si fermano le violenze e i disordini a Milano dopo il corteo contro il carovita che già ieri ha devastato la città: come si vede in un filmato dell'Ansa, alcuni giovani hanno lanciato tavolini e sedie addosso alla vetrina del negozio Footlocker in via Torino, gettato cestini in mezzo alla strada e colpito anche la vetrina del negozio "Champions" della stessa via. I manifestanti hanno sfondato le vetrine di un Carrefour e sono entrati per saccheggiarlo. Sono usciti con bottiglie di alcolici, lanciando cibo in strada. In via Torino, poi, hanno continuato a buttare cestini, monopattini, motorini e biciclette per terra. Non risparmiando i dehor dei locali, trascinando tavolini e distruggendo ombrelloni. 

Nel mirino anche piazza Cairoli e il Castello Sforzesco, dove gli agenti sono stati costretti a intervenire in tenuta antisommossa dopo che i manifestanti avevano assaltato il negozio Decathlon. Bottiglie e sassi contro la polizia, che ha risposto lanciando lacrimogeni. I violenti hanno anche appiccato un piccolo fuoco vicino alla fontana davanti al Castello con materiale recuperato per strada. 

Circa 160 le persone fermate per identificazione, di cui oltre l'80% composto da minorenni. Alcuni giovani erano già stati identificati ieri, altri invece hanno riferito di essere arrivati per la prima volta oggi. Intanto, per il timore di ulteriori danni, i dehors dei locali di piazza Duomo hanno deciso di chiudere. Anche nella Galleria Vittorio Emanuele II alcuni dei più famosi bar di Milano hanno chiuso e smontato i dehors.

Papa Leone e l'Angelus, "la voce e le braccia": come sconvolge di nuovo il mondo

Il viso smagrito ma la voce squillante, un'energia insospettabile: Papa Leone si affaccia dal balcone di Piazza San Pietro accolto dall'ovazione dei fedeli, poche ore dopo essere stato dimesso (più velocemente di quanto atteso) dall'ospedale Gemelli. Muove le braccia senza apparenti difficoltà, e anche questo è sorprendente.

Solo una settimana fa, da quello stesso balcone e rompendo ogni protocollo del Vaticano, Papa Prevost aveva annunciato che si sarebbe dovuto sottoporre a un intervento di rimozione di un nodulo ai polmoni. Sorridente e disteso, oggi il Pontefice americano riabbraccia il suo popolo per l'Angelus, più breve del solito. Il Santo Padre ha dapprima commentato il Vangelo del giorno ("Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio"), poi ha recitato la preghiera e infine ha ricordato che oggi si celebra la 100esima Giornata Missionaria Mondiale. 

Subito dopo, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno pregato per lui, i medici, gli infermieri e il personale medico del Gemelli, dicendo di sentirsi vicino a quanti provano la malattia e le situazioni di infermità. Il Papa ha concluso assicurando che, "dopo aver superato questa fase delicata", adesso riprenderà "gradualmente" le sue attività, "sempre con l'aiuto di Dio e delle vostre preghiere". 

"Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me, ho sentito davvero il vostro sostegno, grazie! Particolare riconoscenza esprimo ai medici, agli infermieri e a tutto il personale del policlinico Gemelli". Così il Papa all'Angelus. "Quest'esperienza - ha aggiunto Leone - mi ha fatto provare in modo particolare la vicinanza a quanti attraversano la malattia e una condizione di infermità, superata questa fase delicata come sapete adesso riprenderò gradualmente le mie attività". "Grazie ancora, grazie a tutti - ha detto ancora - e buona domenica!", con un entusiasmo comprensibile e trascinante.