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Migranti, Trump: "Se l'Europa non troverà una soluzione, saremo costretti ad andarcene"

martedì 20 ottobre 2026
1' di lettura

Il presidente Donald Trump ha tenuto un comizio in Kansas cercando di galvanizzare gli elettori repubblicani in vista delle elezioni del 3 novembre. Durante il suo discorso, durato circa un'ora e 38 minuti, Trump si è rivolto all'Europa. Ha criticato la situazione e parlando di immigrazione ha affermato: "Siamo al fianco dell'Europa, nonostante i suoi difetti, le sue debolezze, e speriamo che quello che sta succedendo lì sia solo temporaneo, perché l'ho visto con i miei occhi e sono semplicemente sbalordito. Potevo prevederlo. Potevo prevederlo già 10 anni fa, stava succedendo, ma se non troveranno presto una soluzione, e devono trovarla, non avremo altra scelta che andarcene, andarcene, non avremo scelta. È una situazione molto seria. Non permetteremo che accada qui".

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donald trump

Lo scenario bellico Il colonnello Stirpe: "I comandanti Usa sono più fedeli alla Nato che alla Casa Bianca"

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Milano, presidio del centrodestra a sostegno dei commercianti e delle forze dell’ordine: "Vi remigreremo tutti"

Un centinaio di persone si sono riunite a Milano, in piazza San Carlo, per il presidio organizzato dal centrodestra in solidarietà ai commercianti e alle forze dell'ordine dopo gli scontri avvenuti nel weekend in seguito alla manifestazione contro il caro vita. Presenti fra gli altri Letizia Moratti, Ignazio La Russa, Matteo Perego e Silvia Sardone. In testa al corteo è stato esposto uno striscione che recitava "Vi remigreremo tutti", mentre su un altro compariva la scritta "Maranza e centri sociali, pene esemplari per questi criminali".

Ignazio La Russa: "Chi ci mette il però aizza le piazze"

"Chi ci mette il però aizza le piazze" così come "chi liscia il pelo a una protesta violenta e chi non la condanna fino in fondo. Mi hanno fatto vedere Mario Calabresi che dice: 'Condanno La violenza però'. Quando si condanna la violenza non ci vuole nessun però, si condanna la violenza punto". Così il presidente del Senato Ignazio La Russa parlando con i giornalisti al presidio organizzato dal centrodestra vicino piazza Duomo a Milano.

Redazione

Private label: il supermercato sta diventando un brand

Barilla contro la pasta Conad. Mulino Bianco contro i biscotti Coop.
Per anni la spesa ha seguito questa logica: il brand da una parte, l’alternativa economica dall’altra.

Oggi quella distinzione si sta assottigliando.

Nel 2025 i prodotti a marchio del distributore hanno raggiunto il 30,4% del mercato omnicanale italiano, con oltre 31 miliardi di euro di fatturato.

L’accelerazione parte nel 2022, con l’inflazione a due cifre.
Il segnale più interessante arriva dopo: l’inflazione rallenta e la private label continua a guadagnare spazio.

Chi l’ha provata per risparmiare ha continuato a sceglierla.

E a correre di più sono le linee alte: biologico, free from e prodotti arricchiti crescono del 19% a valore, sei volte più del primo prezzo.

Oggi c’è una linea benessere a marchio del supermercato che sponsorizza il Giro d’Italia.
L’insegna costruisce portafogli di marchi, investe in comunicazione e incontra il consumatore ogni settimana, con una quantità di dati che pochi produttori possiedono.

Questo sposta gli equilibri tra chi produce, chi firma il prodotto e chi lo vende.
Succede nel food, nella moda, su Amazon e in ogni settore in cui il marchio sulla confezione appartiene a qualcun altro.

Nel video, gli esperti di Central Marketing Intelligence leggono i dati di Circana, PLMA e i bilanci delle insegne per capire dove si sta spostando il valore lungo la filiera e quali scelte attendono brand e produttori.

Guarda il video completo

Per leggere altri fenomeni di business e marketing attraverso dati, trend e modelli applicabili alle imprese, è disponibile il manuale di Central Marketing Intelligence.

Link al manuale

 

 

Milano, i danni dopo le violenze: vetrine rotte e negozi chiusi

Vetrine rotte, negozi saccheggiati e chiusi e operai al lavoro nelle vie del centro di Milano all'indomani di un'altra giornata di violenze, dopo quella di sabato, da parte di giovani incappucciati. Il bilancio degli scontri di domenica a Milano è di 32 arrestati e di 14 operatori feriti delle forze di polizia. Delle 271 persone accompagnate in questura 60 sono stranieri e 220 minorenni, in 174 sono stati sottoposti a fermo preventivo.Nello specifico, tra i 32 arrestati, 23 sono minorenni e 13 sono stranieri. Sono stati inoltre denunciati all’autorità giudiziaria 28 persone, di cui 23 minori e 15 stranieri. Proseguono intanto le indagini della Digos della questura di Milano e dei carabinieri del Nucleo informativo del comando provinciale per identificare, anche sui canali social, gli altri responsabili degli scontri e delle devastazioni.