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Alfano punge la sinistra: "Con loro vincono i gay"

Il segretario del Pdl vede rischi di zapaterismo in caso di vittoria di Vendola, Di Pietro e Bersani. A Monti: "Le priorità? Sono tre: lavoro, lavoro, lavoro"

Matteo Legnani
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Se vince il trio Di Pietro-Vendola-Bersani, in Italia vinceranno i gay. Il segretario del Pdl Angelino Alfano, da Orvieto, lancia un monito in vista delle prossime amministrative. E lo fa richiamando quanto accaduto in Spagna con lo zapaterismo, che definisce il contrario di una moderna sinistra europea.  "Lo zapaterismo - avverte - è un germe che rischia di attaccare valori che noi difendiamo, come abbiamo fatto con il decreto su Eluana Englaro, la difesa della vita sin dal concepimento, oppure i tanti no che abbiamo detto sullo scardinare la famiglia. Se la sinistra andrà al governo, farà quello che ha fatto la  sinistra in Spagna: il matrimonio tra uomini, le coppie di fatto, buttando fumo sulla società spagnola, distraendo le forze migliori dallo sviluppo e dalla crescita. E oggi il partito socialista è ai minimi termini: questo sarà l'inevitabile destino tra Bersani, Di Pietro e Vendola", pronostica. "Lavoro, lavoro, lavoro" - Nel corso del suo intervento Alfano ha poi dettato le priorità: "Dall'alto dei nostri numeri e della nostra forza daremo al governo tre priorità: lavoro, lavoro, lavoro". Perché, ha aggiunto, lavoro significa "sostegno alle imprese, alla crescita, significa riforma del mercato del lavoro", e significi aiutare "gli imprenditori del nord che rischiano di chiudere le imprese perché le banche chiudono i rubinetti". Credito bancario - "Le banche - ha proseguito il segretario del Pdl - devono fare credito alle imprese con i soldi ricevuti dalla Bce. La nostra azione da domani sarà una vigilanza permanente anche con pressing su Monti e un'azione vigile perché le banche diano in trasparenza conto e ragione di come impiegano i soldi che hanno ricevuto dalla Bce. Vogliamo che ci sia una chiarezza di rapporti. Questa - ha concluso Alfano - è l'agenda del Paese e noi non dobbiamo occuparci di altro. I cittadini ora non chiedono questioni filosofiche ma di affrontare la crisi".

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