Passo indietro

Milano, Gabriele Albertini si sfila: "Non sarò il candidato sindaco, ragioni personali". Caos-centrodestra

"Per un insieme di ragioni personali non posso accettare questa generosa opportunità. Gabriele Albertini, dopo averlo annunciato lo scorso 6 maggio con una lettera a Libero, conferma che non sarà lui a sfidare Beppe Sala per la carica di sindaco di Milano. "Per le sfide che aspettano Milano, il candidato o la candidata deve essere giovane". Albertini è deciso nel suo no: "Il futuro sindaco deve anche rappresentare le categorie produttive in vista della imminente ripresa e conoscere tutte le realtà di questa multiforme ed articolata città, anche quelle rese più fragili dalla pandemia e la squadra che dovrà accompagnarlo dovrà essere "competente, laboriosa, adeguatamente bilanciata tra i generi", spiega l'ex primo cittadino milanese.

Sempre secondo Albertini "per governare Milano ci vuole una amministrazione eccezionale, ovvero una vasta coalizione di forze politiche e produttive, responsabili e volenterose". Uno no al centrodestra che però non è un ritiro completo. L'ex sindaco conferma la volontà di impegnarsi nella prossima campagna elettorale al fianco di chi sarà scelto come alfiere del centrodestra, anche con una possibile lista civica, "fattore secondo me fondamentale per la vittoria", spiega Albertini tracciando anche una strategia politica a chi dovrà adesso decidere nel centrodestra chi dovrà concorrere alla conquista di Palazzo Marino.

La lettera a Libero era stato un chiaro segnale che Albertini aveva altro per la testa, ma anche un messaggio a tutto il centrodestra che non si era ancora espresso compatto sul suo nome. Dopo la lettera un altro colloquio con Berlusconi e poi con la Meloni sembravano aver riaperto uno spiraglio per un suo sì. Dopo essersi chiarito con il Cavaliere, era stata proprio la telefonata, giovedì, con Giorgia Meloni a riaprire con forza quel "piccolo spiraglio" che Albertini aveva lasciato aperto alle ipotesi di un suo ritorno. Ma alla fine la vita privata, come aveva ricordato sempre su Libero, ha avuto la meglio: "A mia moglie non potevo infliggere un disagio, per lei così insopportabile, per un terzo quinquiennio!", aveva scritto la settimana scorsa nella sua lettera. "Ho preferito sperare di trascorre, serenamente, con la mia famiglia, finché ci sarà salute, l'ultimo ottavo di vita media, dopo averne trascorsi sette, anche grazie a voi, con grandi soddisfazioni", precisava ancora nella missiva al nostro giornale.