C’erano proprio tutti ieri in piazza: i compagni del Partito Marxista-Leninista Italiano, i pro-Pal coni bandieroni, la Fiom coni cartelli e il movimento no-Cpr con i fischietti. Oltre ovviamente ai contiani e agli schleiniani. Mancavano solo l’uomo salsiccia e la donna barbuta, per il resto la rappresentanza dei personaggi da bar di Guerre Stellari della sinistra italiana era sostanzialmente al completo. Tutti uniti per dire “no” allo sbarco in Italia per le Olimpiadi degli uomini dell’Ice, la contestatissima agenzia Usa per l’immigrazione.
E vagli a spiegare che in effetti non c’è alcun “arrivo” ma che quegli agenti lavorano da anni nei consolati italiani e semplicemente in occasione dei Giochi saranno concentrati a Milano e non all’ambasciata di Roma. E vagli a ribadire che rimarranno a fare lavoro d’ufficio e che quindi questi signori non c’entrano niente con quanto avviene in Minnesota, il che significa che nessuno in Lombardia o sulle piste di Cortina dovrà temere di subire controlli da parte di poliziotti yankee in assetto da guerra. Niente da fare, c’è chi si è convinto che nelle due settimane di Olimpiadi invernali si giochi anche il futuro del Minnesota e di Donald Trump.
Quindi tutti in piazza. E la tensione si alza, perché questo è solo il primo passo di una serie di iniziative di protesta. L’aspetto folle è che tutto ciò avviene con la benedizione del sindaco. A Milano tutti ricorderanno quanto successe il 1° maggio 2015, quando in occasione dell’apertura dell’Expo un migliaio di cosiddetti black bloc arrivati da mezza Europa trasformò corso Magenta in un campo di battaglia.
Tutti tranne il primo cittadino evidentemente, il quale di fronte al surriscaldarsi degli animi non fa che gettare benzina sul fuoco, dedicandosi a continue polemiche con il ministero dell’Interno. Dopo il corteo di ieri, l’ultra sinistra di Cambiare rotta ha annunciato una settimana di mobilitazioni in tutte le università. Difficile prevedere dove porterà la catena delle contestazioni. Cosa avrà da dire in caso di “problemi” Beppe?
D’altra parte, è un fatto che la sinistra italiana abbia vissuto dall’inizio l’avvicinarsi dei Giochi tra Lombardia e Veneto come un fastidio. Per quanto riguarda i Cinquestelle, l’opporsi alle Olimpiadi è ormai una delirante tradizione. Dopo lo stop a Roma, Giuseppe Conte da premier “subì” la candidatura di Milano e Cortina. In seguito, il Movimento ha gridato allo scandalo per qualsiasi aspetto dell’organizzazione, arrivando a ospitare alla Camera la presentazione di un libro che bolla come “spreco” la costruzione di strade e ferrovie per i Giochi.
Meglio la mobilità su banchi a rotelle? Per quanto riguarda le proteste Pd, tuttavia, la questione è decisamente più delirante, visto che Elly & soci governano la città che ospita l’evento. Un bel biglietto da visita per le prossime elezioni.