L'ex fotografo

Fabrizio Corona, una fine orribile dopo il tentato suicidio e le botte agli agenti: dove (e come) lo hanno ricoverato

Fabrizio Corona è piantonato dagli agenti di polizia del carcere di Opera nel reparto di Psichiatra dell'ospedale Niguarda di Milano dove è stato ricoverato dopo essersi tagliato i polsi in seguito alla decisione del tribunale di Sorveglianza di revocare gli arresti domiciliari. L'ex paparazzo resta in psichiatria per qualche giorno prima di ritornare dietro le sbarre. L’avvocato Ivano Chiesa ha fatto sapere che sta bene, ma si è detto allibito per un provvedimento ritenuto "profondamente ingiusto e sbagliato che colpisce un uomo non pericoloso e che stava seguendo un percorso di cura". 

 

 

Corona, infatti, deve tornare in carcere. La decisione è stata notificata in tarda mattinata di ieri 11 marzo dal tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha revocato il differimento pena in detenzione domiciliare per l'ex agente fotografico, a cui nel dicembre del 2019 era stato concesso di lasciare il carcere per potersi curare dalla tossicodipendenza e da una situazione di disagio psichico e depressione.

La reazione di Corona alla notizia è stata violentissima. Prima, come ha detto il suo storico difensore, l'avvocato Ivano Chiesa, "si è tagliato i polsi", poi ha pubblicato un video su Instagram dove, con il volto coperto di sangue, gridava tutta la sua rabbia contro i magistrati che lo volevano rimandare all'"inferno".

 

 

"Adesso vi faccio vedere come si combatte. Ingiustizia. Pronto a dare la mia vita in questo Paese ingiusto", ha detto Corona nei video pubblicati sui social in cui attacca i magistrati accusandoli di "aver creato un mostro".

A casa di Corona sono arrivati i soccorritori del 118 e gli agenti della Questura. Una volta sceso in strada, ha reagito con violenza contro i poliziotti, cercando di divincolarsi e gridando frasi come "che cosa fate qui, andate via". Nella foga, ha anche tirato un pugno contro un vetro dell'ambulanza che lo aspettava per portarlo all'ospedale di Niguarda, mandandolo in frantumi. Una volta in pronto soccorso, è stato medicato per i tagli non profondi che si era fatto all'avambraccio sinistro, prima di essere condotto in carcere.

 

 

La decisione del Tribunale di Sorveglianza è arrivata dopo un'udienza dell'8 marzo scorso durante la quale il sostituto pg Antonio Lamanna aveva fatto notare che Corona in detenzione domiciliare stava facendo di tutto tranne che curarsi. Per il rappresentante dell'accusa l'ex agente fotografico utilizzava gli spazi di libertà in modo strumentale, mentre solo col "rispetto delle prescrizioni" è possibile dimostrare "l'adesione al programma terapeutico". Per queste ragioni aveva chiesto la revoca del differimento pena.

L'udienza era stata fissata dopo due diffide del sostituto Pg Lamanna a Corona. Nella prima, che vedeva al centro denunce per diffamazione e minacce anche nei confronti dell'ex moglie Nina Moric e dell'ex collaboratore Gabriele Parpiglia, il magistrato aveva segnalato come Corona che "dal punto di vista psichiatrico" Corona non presentasse particolari "criticità". Una seconda diffida, invece, gli era stata recapitata a novembre, dopo che aveva partecipato ad una puntata di Non è l'Arena su La7 su caso Genovese, nonostante avesse il divieto di fare ospitate tv e di comparire su social.