Nero su bianco

Giorgio Airaudo, la lettera: "Mamma e papà morti per Covid in 10 giorni. Uccisi anche da chi sfrutta le corsie preferenziali"

Giorgio Airaudo ha scritto una lettera a La Stampa in cui ha racchiuso il suo grido di dolore per la morte dei genitori, avvenuta a causa del coronavirus e a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. “Mia madre è morta ieri, all’ospedale di Rivoli, vicino a Torino”, ha esordito il segretario generale della Fiom in Piemonte: “Dieci giorni dopo mio padre, travolti dal Covid e dal silenzio. Se ne sono andati come migliaia e migliaia della loro generazione. Sono morti divisi dall’impazzimento e dalla disorganizzazione di quel sistema che invece avrebbe dovuto salvarli”. 

 

 

Il tono polemico di Airaudo per la mancanza di un criterio unico da applicare in ogni Regione è palese: “Mia madre evidentemente non era stata giudicata abbastanza fragile per essere vaccinata in tempo. Non aveva un ordine professionale che la tutelasse e le creasse una corsia privilegiata. Come mio padre, quelle corsie non le aveva mai cercate. Una tentazione per molti forte, un modo per arrivare prima alla vaccinazione”. E la mente corre ad Andrea Scanzi, che ha sollevato un polverone vaccinandosi da “riservista” quando gli avrebbe fatto molto più onore lasciare il posto a qualcuno che davvero aveva bisogno della dose. 

 

 

Avreste potuto essere più fortunati - ha scritto Airaudo ai suoi genitori - in questa Italia delle assurdità, dove ogni Regione ha le sue regole, poteva andarvi meglio. Potevate avere l’occasione di vivere nel Lazio, dove in questi giorni si cominciano a vaccinare i settantenni. Non ci siete riusciti. Oggi che mi avete lasciato non posso più tacere, devo gridare il dolore delle centinaia di migliaia di fragili che restano ancora in fondo alle file delle priorità nei centri vaccinali italiani. Superati da categorie potenti quando mai come oggi i criteri validi, gli unici validi, dovrebbero essere quello dell'anzianità e quello della fragilità”.