Inchieste

Report, insabbiato il caso-Ranucci: la mossa sporca della Rai, altro sfregio a chi paga il canone

Francesco Specchia

Quando si dice il brivido dell'incompiuto.«Ad oggi l'indagine non è ancora completata...»: così, ha risposto, inconsuetamente tranchant nell'abbondante intervista concessa al Corriere della sera, l'amministratore delegato della Rai Carlo Fuortes, richiesto d'aggiornamenti sull'internal audit pendente su Sigfrido Ranucci. Ad oggi nessuna notizia, l'audit s' è persa nella nebbia delle buone intenzioni. Sicché, mentre la strombazzatissima indagine interna di viale Mazzini sul conduttore di Report prosegue stancamente verso l'oblio, il vecchio Sig si ritrova oggi sulla tolda della corazzata investigativa di Rai 3 che riprende la navigazione lunedì prossimo. Con tutta la stima professionale per il Ranucci pioniere investigativo, ci chiediamo: era davvero opportuno mandarlo in onda prima di aver diradato le polemiche e delle denunce che l'avvolgono? Non era meglio -come è accaduto per l'omologo collega Enrico Varriale coinvolto però in una pesante accusa di molestie- sospenderne la conduzione, in attesa di un qualunque verdetto?

 

 

La querelle è nota, ma ricapitoliamo. Nel febbraio scorso, Ranucci è stato al centro di un'istruttoria inerente i pesanti contenuti degli sms scambiati fra l'onorevole di Forza Italia Andrea Ruggieri membro delle Commissione Vigilanza e Ranucci stesso. L'Adn Kronos, allora fu chiarissima: «Il procedimento aveva preso il via dopo l'invio di tali contenuti da parte del presidente della Commissione Alberto Barachini ai vertici dell'Azienda di Servizio Pubblico. Lo stesso ad di Viale Mazzini Fuortes aveva chiesto in Vigilanza che fossero inviati alla Rai i contenuti dei messaggi, perché potesse valutare l'eventuale apertura dell'audit sul caso. Un passaggio ribadito anche durante l'ultimo Cda, il 9 febbraio, in cui tra l'altro è stata comunicata la nomina di Ranucci come vicedirettore ad personam per la direzione approfondimento, guidata da Mario Orfeo».

Il caso degli sms, a sua volta, era legato alla vicenda della lettera anonima contro Ranucci arrivata ad alcuni commissari e portata alla luce nella stessa bicamerale a novembre scorso, «quando fra Ranucci e Ruggieri è avvenuto lo scambio in chat. Scambio di messaggi letto in parte da Ruggieri durante l'audizione dell'8 febbraio scorso sottolineandone l'aspetto "minatorio"» condito dalla cifra-monstre di 78mila dossier pronti ad essere accesi. «Non c'è stata nessuna minaccia, anzi il contrario», ribatté Sigfrido; e parlò di dossier falsi usati come clava dai parlamentari. E, a quel punto, scoppiò, deflagrante, la polemica. E si levarono gli scudi dalla bicamerale attraverso una richiesta ufficiale del gruppo di commissari di Forza Italia sull'acquisto più o meno sensato di materiale giornalistico da Report (nessuna risposta alla richiesta). Ed entrò a gamba tesa pure il quotidiano Il Riformista che pubblicò un video sul "metodo Report" all'apparenza poco onorevole nella confezione di alcuni servizi. E intervenne anche la Milena Gabanelli, madrina giornalistica di Sigfrido, giusto per acclarare la di lui chiarezza ed onestà.

 

 

Dopodiché, giusto per non farsi mancare nulla, partì una denuncia «per diffamazione e minaccia» verso Ranucci a firma di Ruggieri. L'ad Fuortes, appoggiato dall'intero arco costituzionale, richiese, appunto, l'internal Audit che in Rai non sarà esattamente il giudizio di Dio, ma almeno d o vrebbe servire a chiarire i fatti. Ora, la situazione resta questa. Si sono perse notizie dell'audit. Notizie che, ad occhio, spunteranno a ruota della pronuncia dei giudici sulla querela in atto. Ranucci è stato promosso vicedirettore per l'Informazione di tutta la Rai.

Riguardo l'eventuale sospensione dal video di Sig "in attesa di chiarimento", voci interne dalla Rai ci riferiscono di non essersi manco poste la domanda perché «ad ora non risulta, per Ranucci, alcun provvedimento disciplinare». E, in effetti è vero, anche se immaginare vergine e del tutto intonso il vecchio Sig, in tutto questo casino,be', mi pare un po' azzardato. E il fronte politico si separa, di nuovo, come le acque di Mosè.

 


C'è chi sostiene Ranucci in cda Rai - attraverso l'azione potentemente colorata di giallorosso soprattutto i membri Bria, Laganà e Di Maio- indicandolo come il bersaglio di un'epurazione destrorsa (l'ultima inchiesta di Ranucci è stata quella su Berlusconi alla vigilia del Quirinale). E c'è chi afferma -Lega, Fi e refoli di centrodestra- che Ranucci stia violando qualunque codice etico e deontologico; e che risulti stridente il fatto che «il tribuno della plebe si faccia proteggere proprio dai politici che dice di voler combattere, e intanto continua ad essere pagato con i soldi pubblici» (questo, a dire il vero, l'afferma soprattutto Ruggieri, che è parte in causa).

Noi siamo più laici. Ma, al netto delle sciabolate tra contendenti, ritieniamo che, pur non essendoci ragioni penali per cristallizzare la posizione di Sigfrido, sarebbe stato opportuno, per lui, fermarsi un giro. Un'autosospensione, viste le accuse incrociate, sarebbe stata opportuna: si sarebbe data un'impressione di rispetto dello spettatore, e magari un'opportunità a colleghi più giovani -e donne- di mettersi alla prova in una prestigiosa supplenza. Dall'altro canto, con Ranucci di nuovo in video e con questo carico di imputazioni più o meno bagatellari, si parrà la nobilitate del cronista. Report sarà messo sempre più sotto la lente d'ingrandimento della dirigenza Rai che ora traccheggia; e di quell'opinione pubblica che il programma pretende rigorosamente di servire. Gli ultimi svarioni molto partigiani e poco giornalistici forse scivoleranno nell'oblio, assieme all'audit di Ranucci. E forse non è detto che questo sia affatto un male....