"Governo dittatoriale"

Volodymyr Zelensky fa fuori due ambasciatori e si scatena la rivolta: perché rischia di saltare

Al 101esimo giorno di guerra i sentimenti in Ucraina cambiano: dal coraggio e la voglia di cacciare il nemico, si passa alla stanchezza. Il 20 per cento del territorio è in mano a Mosca e questo non aiuta. Ma non solo, perché dal 24 febbraio scorso la politica di Kiev si è fermata e i conti, è il sospetto che circola, verranno pagati alla fine del conflitto. A rendere ancora più difficile una situazione complicata, Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino sta mettendo alla porta diversi e importanti nomi dell'élite. Non è un caso che abbia licenziato gli ambasciatori ucraini in Georgia e in Marocco. La giustificazione? Non facevano abbastanza. "Con il dovuto rispetto, se questi paesi non manderanno armi, non imporranno sanzioni e non annunceranno restrizioni per gli affari della Russia, allora è tempo di cercarsi un altro lavoro".

 

 

Per non parlare poi degli scontri con i servizi segreti. A fine marzo l'ex comico ha licenziato Andriy Olehovych Naumov, capo del dipartimento sicurezza interna dell'intelligence, e anche Serhiy Oleksandrovych Kryvoruchko, capo dell'intelligence ucraina a Kherson, con accuse vaghe: "Non hanno chiaro quale sia la loro patria". Poi è stata la volta di Roman Dudin, capo dei servizi segreti a Kharkiv. Anche in questo caso la motivazione non era del tutto chiara. Infine ci sono le dimissioni obbligate della responsabile del settore diritti umani in Ucraina, Lyudmyla Denisova. La donna è stata rimossa perché accusata di non avere lavorato abbastanza per ottenere corridoi umanitari e di avere esagerato alcune notizie di stupri e quindi di avere danneggiato la credibilità ucraina. 

 

 

Tutte notizie che fanno temere il peggio. Addirittura c'è chi come un parlamentare vicino all'ex presidente, Oleg Sinyutka, che ha detto in aula che "il paese sta scivolando gradualmente verso una forma di governo dittatoriale". E per il futuro aleggia l'ipotesi che Zelensky possa essere oggetto di indagini: molti ancora non si spiegano perché non abbia preso seriamente la minaccia di un'invasione, prima che questa iniziasse.