Energia, investimenti e cooperazione strategica e così la settimana “santa” di Giorgia Meloni è stata caratterizzata dal suo viaggio in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Per una missione diplomatica ed economica cruciale in un momento di forte crisi internazionale con la guerra tra USA e Iran. Di questo si è discusso anche nell’ultima puntata di Quarta Repubblica, talk di approfondimento di Rete4 condotto da Nicola Porro.
In studio, tra gli ospiti, c’è Stefano Cappellini, firma di Repubblica, che farnetica sul presidente del Consiglio e considera questa missione della premier “politicamente disperata” attaccandola sull’atteggiamento troppo morbido nei confronti di Trump: “Disperata da un punto di vista politico, anche se non ci trovo nulla di male, di sbagliato nel viaggio, nel tour. È chiaro che un Presidente del Consiglio, in questo momento, ha il dovere di cercare delle soluzioni, quindi spero anzi che faccia altri viaggi nel tentativo di trovare dei buoni accordi che possano mettere un freno a questa situazione. Giorgia Meloni paga non il rapporto con gli Stati Uniti, perché questo invece è uno spostamento di senso della situazione. Non le viene rimproverato il fatto di essere un atlantista e di aver avuto, peraltro, un buon rapporto anche con Biden, e questo è vero. Le viene rimproverato di avere un rapporto buono e di aver coperto con delle dichiarazioni, a tratti surreali, un Presidente degli Stati Uniti che, a differenza di Biden, ha scatenato dei conflitti in giro per il mondo che hanno prodotto delle conseguenze e che tutti gli italiani vedono. Conflitti scatenati quotidianamente e che non riguardano tra l'altro solo i prezzi”. Ma sta di fatto che la missione nel golfo della premier è stata riconosciuta come meritevole e audace a livello internazionale, ma inoltre potrebbe avere risultati concreti sulle scorte per il nostro Paese. Ma tant'è.
Sulla stessa lunghezza anche Veronica Gentili, conduttrice de Le Iene: “Sull'operazione in sé nulla di male, il problema è che è un viaggio molto poco utile nell'immediato. Non è possibile per i paesi del Golfo avere dei rapporti preferenziali con l'Italia da domani. Sono obbligati a mantenere accordi già presi, è questo un viaggio in cui si cerca di mettere delle toppe per una guerra scoppiata nell'indifferenza generale”.