Massimo Giletti "perplesso". Così si definisce a Lo Stato delle Cose durante la puntata in onda lunedì 6 aprile. Su Rai 3 si parla del delitto di Garlasco. Tra gli ospiti Fabrizio Fico, uno degli avvocati di Marco Poggi. Proprio quest'ultimo apre l'argomento: "C’è un clima tossico assurdo, la famiglia Poggi, sia i genitori sia Marco, sono vittime dell’omicidio, sono stati accusati delle tesi più assurde, che i genitori coprirebbero il figlio. Sono stati pubblicati numeri di telefono di Marco e della mamma sui social, immaginare che Marco possa avere ammazzato la sorella e che i genitori si siano resi protagonisti di favoreggiamento, è inaccettabile".
E ancora: "Marco è stato preso di mira perché amico del nuovo indagato, la sua volontà, che io condivido, è di avere riservatezza, questo ha dato adito a teorie complottiste. Questo fa visualizzazioni, queste generano profitti, questo spinge alcuni a pubblicare contenuti falsi per ottenere profitti. Lui vive in Veneto, è un ingegnere, vuole vivere serenamente, vorrei che tutti coloro che non hanno perso una sorella, non vivono da 19 anni un processo mediatico non si sentano in diritto di giudicare la scelta di una ragazza assassinata".
A riguardo il conduttore si lascia però andare a uno sfogo: "Sempio ha detto di palarci e sentirlo, io non parlerei con l’uomo che è accusato di avere ucciso mia sorella. Sulle dita è stato trovato un DNA ben preciso, lì non c’è nemmeno il minimo dubbio? A me lascia perplesso". Il motivo è chiaro: "Se in famiglia sanno che Marco telefona ad Andrea significa che non credono che lui sia l’assassino. MI lascia perplesso che ci sia un indagato con elementi abbastanza seri, una perizia della Procura, e che loro si continuino a sentire".