"Nessuno mette in discussione l'onestà della premier, ma lei omette di dare particolari su quello che emerge dall'inchiesta di Giorgio Mottola: questo signore entrava e usciva dal Parlamento perché qualcuno dentro Fratelli d'Italia gli faceva avere un pass. Forse la premer farebbe bene a guardare in casa, dentro FdI, e capire chi e perché dava i pass a questa persona": Sigfrido Ranucci, ospite di Serena Bortone a Radio2 Stai Serena, ha replicato così alla premier Giorgia Meloni a proposito della nuova inchiesta di Report, che andrà in onda domenica 12 aprile su Rai 3, e in particolare del selfie che ritrae la presidente del Consiglio con Gioacchino Amico, presunto referente del clan senese in Lombardia, pubblicato sui profili social del programma.
"Oggi la 'redazione unica', composta da Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, Fanpage e Report, mostra una mia foto con un esponente della criminalità organizzata per sostenere la bizzarra tesi di una mia vicinanza ad ambienti malavitosi - aveva scritto la Meloni sui social in sua difesa -. Inoltre, questi signori fanno un pirotecnico collegamento con le vicende di mio padre, per dimostrare non so quale commistione con la criminalità organizzata. Ma questi imparziali e onesti giornalisti sanno benissimo che con mio padre ho interrotto ogni rapporto all’età di 11 anni. Così come sanno benissimo che, in decenni di impegno politico, esistono decine di migliaia di foto mie con persone che chiedono semplicemente un selfie. E ciò vale per chiunque faccia politica e stia in mezzo alla gente. E sfido chiunque a trovare mie dichiarazioni o attacchi contro altri esponenti politici colti nelle stesse circostanze".
"Ho visto la risposta della premier - ha detto ancora Ranucci - ma il problema grave è questa persona che aveva precedenti penali importanti nel momento in cui frequentava ambienti di Fratelli d'Italia, poi è diventato collaboratore di giustizia, vediamo cosa sta raccontando ai magistrati". Quella di Meloni, per Ranucci, "è una lettura parziale: il tema è la denuncia del problema, non chi lo denuncia".