Volano stracci a Ore 14. Protagonisti di un acceso scontro Milo Infante e Luciano Garofano. Il conduttore, tornato a parlare dell'omicidio di Garlasco, chiede al generale ed ex comandante dei Ris quali siano gli errori che lui riconosce nell’attività investigativa fatta. "C’è un altro errore, a proposito di errori che non ritengo tali - risponde senza mezzi termini -, è ragionare con cose avvenute 19 anni fa rispetto alle competenze e alle conoscenze di oggi".
Infante a quel punto chiede all'avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis dei capelli trovati nel lavandino della villetta in cui è stata uccisa Chiara Poggi. "Mai analizzati - sono le parole del legale -, né è mai stato spiegato perché fossero lì. Non ci sono solo gli errori, non sono mai arrivate spiegazioni. Entri in una cucina, vedi tutti i piatti lavati, due cucchiaini sporchi nel lavandino e non li esamini? I RIS sono stati fatti intervenire solo tre giorni, troppo tardi".
Su questo interviene Garofano: "È il pm a decidere l’intervento degli specialisti, sono i carabinieri della territoriale che possono chiedere assistenza se serve". Il giornalista fa un’osservazione: "Ci sta dicendo che i carabinieri si fossero convinti di avere risolto il caso, che il responsabile fosse Alberto Stasi, per questo ritengono non necessario l’intervento dei RIS di Parma, facendolo ritardare. Arrivate dopo con un disastro già fatto, interrogano Sempio e non gli chiedono cosa avesse fatto il giorno dell’omicidio, manomettono il computer di Alberto, forse anche quello di Chiara. Svuotano il cestino del PC di Alberto, fa pensare a un sabotaggio, nessuno può essere così stupido da farlo". Da qui lo sfogo finale di Garofano: "Ho il dovere di difendere il mio lavoro quando si dicono delle eresie".