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Tombolini, diffamazioni, violenze, un arresto: chi è il nostro odiatore

di Daniele Dell'Orco lunedì 20 aprile 2026

3' di lettura

 Un curriculum portato “de notte”, tra pose da provocatore e battute da Tavernello al circolino Arci. Mattia Tombolini, già assistente dell’eurodeputata Ilaria Salis, riappare davanti alla sede di Libero, si fa immortalare e scrive: “J’ho portato er curriculum”. Tombolini, presenza fissa nei cortei antagonisti – l’ultima uscita documentata lo vede sotto lo striscione “Antifa” in quello di Milano – è un personaggio che si muove tra attivismo radicale, editoria militante e social network dove spesso il confine tra provocazione e apologia sfora. Non a caso il suo post ha fatto rapidamente il giro dei circuiti anarchici, dove certe “battute” vengono lette meno come ironia e più come segnali di appartenenza.

Il suo cv, comunque, Libero lo conosce fin troppo bene. Talmente imbarazzante che persino Ilaria Salis ha dovuto sbianchettarlo dalla lista degli assistenti al Parlamento europeo. Animatore del centro sociale “Alexis”, una condanna in primo grado a 4 mesi per diffamazione verso Marco Cossu di Fratelli di Italia, e una produzione social che lascia poco spazio alle interpretazioni benevole. Tra i contenuti: immagini di violenze contro le forze dell’ordine, commenti ambigui sulla “Banda Bellini” – gruppo degli anni Settanta noto per il suo odio verso “sbirri” e “fascisti” – e il famigerato pupazzo con le sembianze caricaturali di Giorgia Meloni dato alle fiamme con la scritta “Brucia stronza”. Non mancano poi prese di posizione esplicite: dalla partecipazione a cortei in Albania contro i centri di rimpatrio (“No Cpr No Lager”) fino agli elogi delle occupazioni (“Nasce una nuova occupazione e già si respira un po’ mejo. Il paese reale è anche questo”).

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Poi c’è l’attività editoriale che completa il quadro. Tombolini lo scorso dicembre era in prima linea alla Nuvola di Fuksas per aizzare le folle contro la partecipazione delle case editrici Passaggio al Bosco e Idrovolante alla Fiera Più Libri Più Liberi. Fu lui a capitanare i prodi difensori della democrazia che circondarono, fisicamente, in duecento, chi scrive e Francesco Giubilei di Historica al grido di «fuori i fascisti dalle fiere, dalle scuole, dalle università, da tutto». E lo fece in veste di direttore editoriale di Momo Edizioni, realtà che ha pubblicato anche opere di Zerocalcare legate al “caso Salis”.

Ma fosse solo quello. Pubblica libri per bambini con contenuti sessuali espliciti – «Anche i bambini fanno sesso, anche i bambini vogliono accarezzarsi e baciarsi e fare sesso», recita uno dei passaggi – testi sulle droghe che insistono sul concetto di «riduzione del danno», fino a volumi che teorizzano apertamente l’abolizione della polizia come passo verso «un mondo nuovo». Una bella linea editoriale contro il sistema che opprime, ma quando c’è da prendere stipendi pubblici il buon Tombolini il sistema mica lo disdegna. E non è tutto. Nel suo passato spiccano anche guai giudiziari: secondo quanto riportato da Repubblica, Tombolini è stato posto agli arresti domiciliari dopo gli scontri del 31 ottobre a Roma, nel 2014, durante manifestazioni violente tra centri sociali e polizia in via del Tritone. Il suo bel LinkedIn è arrivato nei mesi scorsi fino alla politica nazionale ed europea. Anche per merito di Libero. Stefano Maullu (Fdi) ha parlato di «tema serio» circa il suo ruolo a Bruxelles, chiedendo chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sugli assistenti parlamentari, mentre interrogazioni specifiche sono state rivolte alla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Il ritratto che emerge è quello di un personaggio a metà tra attivista e provocatore, tra editore militante e agitatore social. Uno che gioca con i simboli, con le parole e con il confine del dicibile, ma che finisce per incarnare un cortocircuito evidente: quello tra istituzioni e piazza, tra incarichi pubblici e militanza radicale. Il “curriculum” portato di notte, alla fine, sembra meno una battuta e più una fotografia involontaria di questo paradosso.

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