“Sul Fatto si attacca Nicole Minetti per fermare la riabilitazione di Berlusconi e perché ce l’hanno con Mattarella che le ha concesso la grazia": a dirlo il giornalista ed editorialista del Corriere della Sera Paolo Mieli a proposito dello scoop del Fatto Quotidiano sull'ex igienista dentale. Dopo che il giornale di Marco Travaglio ha avanzato dei dubbi sull'atto di clemenza concesso alla Minetti dal presidente della Repubblica, il caso è balzato in cima ai fatti di cronaca. E sono partite nuove indagini per capire se tutto si sia svolto in modo regolare.
Il giornalista ha sottolineato anche che "il caso della grazia a Minetti, il processo a Dell'Utri, la doppia iniziativa mi sembra un modo di riaccendere un faro su Berlusconi, come a dire che Berlusconi significa Dell'Utri, denaro, Minetti, squillo, in conflitto con l'immagine data dai figli di Berlusconi".
"La cosa si sta ritorcendo ingiustamente contro il Capo dello Stato. Anche se Minetti è un nome particolare che richiedeva un supplemento di approfondimento. Tutti gli dicono di andarsi a rivedere il film di Sorrentino 'La Grazia' appunto”, ha aggiunto poi Mieli su Radio24. Sul caso specifico, inoltre, ha espresso delle perplessità: "Io ho un dubbio: non capisco come mai Minetti ha chiesto la grazia, poteva andare ai servizi sociali come è stato per molti altri. Il rischio di sollevare un polverone, che può portare ad un'altra condanna, mi sembra spropositato".